Attualità

La protesta dei genitori toscani contro le vaccinazioni obbligatorie

no vaccini asilo toscana saccardi

Quattrocentocinquanta genitori toscani si sono riuniti nel gruppo Facebook  “Genitori del NO Toscana” per chiedere all’assessora regionale alla Sanita Stefania Saccardi e al Presidente Enrico Rossi di fermare l’iter legislativo che mira a vietare l’ingresso negli asili ai bambini non vaccinati. Il gruppo di genitori ha deciso di inviare una lettera alla Giunta regionale per chiedere di mettere in discussione la proposta di legge – non ancora approvata dal Consiglio Regionale – che consentirebbe ai Comuni di imporre l’obbligo delle vaccinazioni per l’accesso agli asili nido sia pubblici che privati e alle scuole dell’infanzia.
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Gli antivaccinisti contro la proposta di legge regionale

Il gruppo è uno dei tanti gruppi “regionali” dove si radunano quei genitori che credono nella “libera scelta” per quanto riguarda le vaccinazioni pediatriche e che spesso e volentieri sono motivati da paure insensate sull’inutilità e la pericolosità dei vaccini. La proposta di legge regionale invece è simile a quella approvata qualche tempo fa dalla Regione Emilia-Romagna proprio in merito all’obbligatorietà dei vaccini per chi volesse iscrivere il proprio figlio all’asilo. Fermo restando che l’iscrizione al nido non è obbligatoria la Regione Emilia Romagna ha così evitato di toccare il discorso relativo al diritto allo studio, che deve essere garantito a tutti. Inoltre è bene ricordare che tranne che in alcune regioni (come ad esempio il Veneto dove l’obbligo è stato abolito nel 2008) le vaccinazioni sono in realtà ancora obbligatorie, ad essere stato quasi del tutto tolto è invece l’obbligo a presentare il certificato vaccinale all’atto dell’iscrizione alla scuola. In Italia, le vaccinazioni per l’infanzia obbligatorie per legge sono la vaccinazione antidifterica (Legge 6 giugno 1939, n° 891), la vaccinazione antipoliomielitica (Legge 4 febbraio 1966, n° 51), la vaccinazione antitetanica (Legge 5 marzo 1968, n° 292), la vaccinazione antiepatite virale B (Legge 27 maggio 1991, n° 165). Le vaccinazioni contro pertosse, morbillo, parotite, rosolia e infezioni da Haemophilus Influenza b (Hib), sono fortemente raccomandate, ma non sono state imposte per legge. Nella lettera i genitori si richiamano ai princìpi sanciti dall’articolo 3 e dall’articolo 32 della Costituzione e sottolineano – in modo assai poco lungimirante – come non ci siano attualmente in Toscana segni di epidemie relativi alle malattie per cui sono previste le vaccinazioni pediatriche.
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A proposito dell’inutilità di provvedimenti volti a imporre l’obbligatorietà vaccinale vale la pena ricordare le parole dell’assessore regionale alla sanità del Veneto Luca Coletto, il Veneto infatti dal 2008 ha abolito l’obbligo di vaccinazione sostituendolo con campagne informative mirate. Questo è il risultato:

Il Veneto dal 2008, in accordo con il Ministero della Salute, ha sperimentato con buoni risultati la non obbligatorietà, pur mantenendo una sorveglianza attiva semestrale che ci consente sempre di sapere quanti bambini non sono stati vaccinati e quanti sì, e di valutare quando si dovesse superare la soglia di rischio del ripresentarsi di malattie ormai eradicate e spesso mortali. Purtroppo negli ultimi tempi le campagne contrarie, soprattutto sul web, si sono moltiplicate, accompagnate anche da una serie infinita di vere e proprie bufale, e ora registriamo un calo delle adesioni
Durante gli ultimi 4 anni, 2012-2015 (coorti dei nati 2010-2013), si è passati da una copertura del 95,4% per le vaccinazioni ex-obbligatorie (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B) ad una del 91,3 % con un calo di 4 punti percentuali. La copertura per morbillo, parotite e rosolia ha subito un calo analogo passando da una copertura del 92,5% ad una dell’87,1% per il medesimo periodo. Il calo si è riscontrato su tutto il territorio regionale.

I genitori chiedono quindi un confronto con la Regione sull’aspetto dell’obbligatorietà delle vaccinazioni (a legge toscana prevederà l’obbligo di aver sostenuto le dieci vaccinazioni raccomandate dal calendario del ministero della salute) ed esprimono la loro preoccupazione per l’eventuale insorgere di reazioni avverse per chi si sottoponesse alla vaccinazione per ottemperare all’obbligo eventualmente sancito dalla legge regionale:

Ci piacerebbe che la Regione organizzasse un confronto pubblico con tecnici e esperti su questi temi perché siamo soltanto genitori attenti che vogliono capire quale sia la scelta migliore per i propri figli e vogliono farlo con la fiducia in uno Stato, l’amministrazione Regionale Toscana in questo specifico caso, aperto al confronto e pronto ad investire nell’informazione prima di costringere a una pratica medica non esente dai rischi di reazioni avverse. Siamo a conoscenza di riconoscimenti ufficiali a bambini danneggiati da vaccino, ci chiediamo quindi se questo succedesse per adempiere a quello che l’amministrazione regionale ci chiede per
consentire l’accesso ai nidi e alle materne ai nostri figli, chi si prenderebbe la responsabilità dell’accaduto?

Non manca infine l’accenno ai “costi” che tale provvedimento avrebbe e i genitori si chiedono se “è stata fatta una stima a lungo termine sui costi che questo provvedimento comporterebbe?” lasciando intendere che sarebbero inaccettabili probabilmente in nome della vulgata secondo la quale le vaccinazioni di massa sono un regalo alle case farmaceutiche. È vero che di per sé l’obbligatorietà non è la soluzione ideale per affrontare il problema ma non bisogna dimenticare che le campagne di sensibilizzazione poco possono fare nei confronti di quei medici (o altro) che continuano a diffondere le terribili storie sulla pericolosità dei vaccini. I genitori forse non vogliono prendere atto del fatto che le campagne informative, pur auspicabili, in questi anni hanno sortito un effetto decisamente scarso e la responsabilità non è dei vaccini o della ridottissima percentuale di reazioni avverse (la maggior parte delle quali non gravi) quanto delle campagne di disinformazione sui vaccini, portate avanti da soggetti che hanno in mente qualcosa di diverso dalla tutela della salute pubblica. Il Corriere Fiorentino riferisce che l’assessora Saccardi ha replicato che “non si torna indietro” e che quindi l’iter del provvedimento andrà avanti.