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La storia della polizza vita di Salvatore Romeo a favore di Virginia Raggi

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Salvatore Romeo, il dipendente del Comune di Roma diventato caposegreteria della Giunta Raggi con stipendio triplicato («era agosto, faceva caldo…»), ha stipulato una polizza vita del valore di trentamila euro a favore di Virginia Raggi nel gennaio 2016, quando la sindaca non era ancora la candidata ufficiale del M5S. Non solo: Romeo aveva stipulato almeno altre due polizze, come racconta Emiliano Fittipaldi su L’Espresso: «Andrea Castiglione (online c’è un omonimo che animava nel 2013 il meet up del M5S del comune di Fonte Nuova, a due passi da Roma), un consigliere grillino del VII Municipio e tale Alessandra Bonaccorsi. Il sospetto è che possa trattarsi dell’ex consigliere VIII Municipio eletta nel M5S che a febbraio 2016, prima del voto alle comunali, è passata con la Lista Marchini». Quello che l’Espresso non dice è che Romeo aveva una relazione sentimentale con la Bonaccorsi, nel frattempo transitata in Forza Italia.

La polizza vita di Salvatore Romeo a favore di Virginia Raggi

Di solito questo tipo di polizze ha come beneficiari mogli e figli, ma Romeo non è sposato e non ha figli. La circostanza verrà sicuramente contestata alla sindaca Raggi durante l’interrogatorio che si sta svolgendo in procura. Anche perché è evidente che il dipendente capitolino e attivista 5 Stelle che il giorno dopo la vittoria della Raggi urlava “Abbiamo vintoooo” nei corridoi del Campidoglio ha ricevuto un indubbio vantaggio dall’ascesa della Raggi in Campidoglio: il suo stipendio, che prima ammontava a 40mila euro, si è triplicato con la nomina a caposegreteria della sindaca. Poi, in seguito a un parere sfavorevole ma senza prescrizioni dell’ANAC su molte nomine, venne tagliato a circa 90mila euro.
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In un’intervista al Messaggero lo scorso 3 settembre però Romeo fu chiarissimo:

«È stato commesso un errore su quelle delibere perché eravamo in ritardo, era agosto, faceva caldo, e dovremo provvedere a una modifica della fascia di attribuzione».
Sta parlando della sua?
«Sì, mi sono messo in aspettativa».
E da funzionario è stato assunto come articolo 90 con una qualifica da dirigente di terzo livello. E’ vero che le è stato triplicato lo stipendio? Questo non è piaciuto ai vertici del M5S.
«Parlerò dei miei compensi a tempo debito e con le carte in mano».
E’ vero che guadagna 120mila euro all’anno?
«Le ho già risposto. E’ tutto scritto».
A dire il vero nella delibera approvata in giunta non c’è scritto il suo compenso ma solo un richiamo molto complesso al contratto nazionale del settore pubblico.
«Sarà tutto trasparente, vedrete».

Romeo era anche il personaggio che accompagnava la sindaca Raggi sul tetto questa estate, quando vennero “beccati” da un fotografo spagnolo mentre confabulavano. In seguito si suppose che lo staff della sindaca fosse stato avvertito di un’indagine in corso in Campidoglio da Raffaele Marra. Il caposegreteria della sindaca è stato in seguito giubilato insieme a Daniele Frongia dopo l’intervento di Beppe Grillo in seguito all’arresto di Raffaele Marra. Lui si è spintaneamente dimesso, Frongia rinunciò all’incarico di vicesindaco rimanendo però assessore allo sport.

Polizze vita e strane coincidenze

La vicenda si presta evidentemente a interpretazioni malevoli, ma va sottolineato che la Raggi poteva non essere al corrente della scelta di Romeo, così come potevano non esserlo anche gli altri beneficiari, tra cui c’era un’ex fidanzata. Ma quello che stupisce è la tempistica: perché a gennaio 2016, quando le comunarie erano ancora molto lontane, Romeo sceglie Raggi come beneficiaria di una polizza vita da trentamila euro? «Marra e Romeo hanno portato una montagna di voti alla Raggi, poi sono passati all’incasso, come avviene in questi casi. Però, forse, la questione non si limita solo a questo. Ho la sensazione che ci sia anche di più», ha detto qualche tempo fa Carla Raineri in un’intervista al QN.

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Salvatore Romeo (foto da: Facebook)

Intanto cominciano ad arrivare le prime reazioni dei consiglieri sulla storia della polizza: Verificheremo anche questa roba, noi stiamo lavorando. C’e’ tanto da fare. I consiglieri non possono fare nella vita l’ispettore Derrick e annotare i rapporti fra le persone. Non siamo stati eletti per questo”, dice Pietro Calabrese. «Di questo non so nulla. I giornali hanno bisogno di vendere e mettono tutto insieme, noi continuiamo a lavorare per la città, che è la cosa migliore che possiamo fare», gli fa eco il capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara.

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