FAQ

Come funziona il certificato per l’esenzione dal vaccino e chi può averlo

L’ordinanza del Ministero della Salute

speranza sotto scorta

Il ministero della Salute ha pubblicato una circolare per fornire i dettagli sul come ottenere il certificato esenti vaccino. Si tratta di un documento in cui si specificano i soggetti che non possono ricevere l’immunizzazione (o che non hanno la possibilità di completare il proprio ciclo vaccinale a causa di seri problemi emersi e manifestatisi dopo aver ricevuto la prima dose) per patologie o eventi correlati.

Certificato esenti vaccino: cos’è, come funziona e chi può averlo

La circolare pubblicata sul sito ufficiale del Ministero della Salute, dunque, fornisce le linee guida per la richiesta e specifica quali soggetti possono richiedere e ottenere il documento.

La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 (di seguito “certificazione”) viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea. Le persone che ottengono una esenzione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 devono essere adeguatamente informate sulla necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come: usare le mascherine, distanziarsi dalle persone non conviventi, lavare le mani, evitare assembramenti in particolare in locali chiusi, rispettare le condizioni previste per i luoghi di lavoro e per i mezzi di trasporto.

Il tutto viene riassunto anche in una tabella che riporta le principali controindicazioni (alcuni eventi sono stati – di fatto – rarissimi) di ogni singolo prodotto anti-Covid approvato dall’Ema e, successivamente, dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Nelle indicazioni per poter richiedere (e ottenere) il certificato esenti vaccino vengono anche riportate alcune indicazioni. Le prime riguardano le donne in gravidanza o che, dopo aver partorito, sono nella fase di allattamento: secondo i report, queste due condizioni non rappresentano una controindicazione al vaccino. Insomma, la certificazione non può essere ottenuta in questi due casi.

Discorso differente per quel che riguarda le reazioni allergiche gravi dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino:

In caso di reazione allergica grave alla prima dose di un vaccino COVID-19, si può considerare la possibilità di utilizzare un vaccino di tipo diverso per completare l’immunizzazione; tuttavia, vista la possibilità di reazioni crociate tra componenti di vaccini diversi è opportuno effettuare una consulenza allergologica e una valutazione rischio/beneficio individuale.

Poi ci sono i (rari) casi di sindrome di Guillain-Barré:

È stata segnalata molto raramente in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. In caso di sindrome di Guillain-Barré insorta entro 6 settimane dalla somministrazione del vaccino COVID-19, senza altra causa riconducibile, è prudente non eseguire ulteriori somministrazioni dello stesso tipo di vaccino. In tali situazioni va considerato l’utilizzo di un vaccino di tipo diverso per completare l’immunizzazione.

L’ultimo capitolo, invece, riguarda la miocardite e la pericardite (anche in questo caso si tratta di eventi molto rari):

La decisione di somministrare la seconda dose di vaccino Pfizer o Moderna in persone che hanno sviluppato una miocardite/pericardite dopo la prima dose deve tenere conto delle condizioni cliniche dell’individuo e deve essere presa dopo consulenza cardiologica e un’attenta valutazione del rischio/beneficio. In tale situazione, laddove sia stato valutato di non procedere con la seconda dose di vaccino COVID19 a mRNA, va considerato l’utilizzo di un vaccino di tipo diverso per completare l’immunizzazione.

Il tutto, ovviamente, si baserà su un monitoraggio costante e coordinato tra le Regioni e la Pubblica Amministrazione.

Chi lo rilascia e a chi rivolgersi

Come si legge nell’ordinanza del Ministero della Salute sul certificato esenti vaccino, il documento sarà lisciato da:

Medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale. La certificazione deve essere rilasciata a titolo gratuito, avendo cura di archiviare la documentazione clinica relativa, anche digitalmente, attraverso i servizi informativi vaccinali regionali con modalità definite dalle singole Regioni/PA, anche per il monitoraggio delle stesse.

Per il momento, tutte queste modalità saranno valide fino al 30 settembre e per il “rilascio di tali certificazioni potranno essere utilizzate anche le piattaforme regionali già preposte al rilascio di certificati vaccinali e di inidoneità alla vaccinazione”.

(foto IPP/pool/esteri)