Economia

La mappa del reddito minimo in Italia

Ieri il Senato ha approvato definitivamente il piano contro la povertà con il reddito di inclusione (REI) che sostituisce il Sia, ovvero lo strumento economico introdotto nel 2016 dal governo Renzi per aiutare le famiglie in stato di povertà. Il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva), ha raggiunto circa 65 mila famiglie. Il piano conta su una dote di 1,6 miliardi. La misura diventerà strutturale e pari a 1,8 miliardi a partire dal 2018. Con il Rei, l’intenzione politica è aprire la strada a una futura introduzione di una misura definita «universale», ovvero aperta a singole categorie in condizione di grave bisogno economico, come anziani, disoccupati, genitori soli.

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La mappa del reddito minimo in Italia (Corriere della Sera, 10 marzo 2017)

Il Corriere della Sera invece oggi riepiloga in questa infografica le diverse sperimentazioni di sostegno ai più deboli in atto nelle regioni e nei comuni italiani:

In Europa il reddito minimo esiste ovunque, tranne in Italia e in Grecia. I redditi minimi sono stati oggetto di iniziative regionali in Molise, Basilicata, Toscana, Campania, Sardegna. In Lombardia la giunta di centrodestra, dal 2015, ha selezionato le «aree di vulnerabilità sociale»: tra il 2016 e il 2017, bonus di 1.800 euro per la nascita di un figlio e azzeramento delle rette degli asili per redditi annui Isee fino a 20 mila euro; bonus per disabili e anziani fino a 20 mila euro di reddito, aiuto ai genitori separati, inserimento lavorativo.

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Reddito di inserimento (REI): la povertà in Italia (La Repubblica, 8 marzo 2017)

Dal 2014 il Comune di Bari prevede un reddito di supporto, con i «Cantieri attivi di cittadinanza»: al sussidio corrisponde un impegno lavorativo. Per ora sono a disposizione 800 mila euro, con cui s’intendono attivare 258 tirocini in imprese per altrettanti disoccupati e inoccupati. Garantiti per 6 mesi 450 euro al mese, mentre aziende, negozi e piccole realtà ottengono una tantum di 400 euro. I soggetti ad aver diritto al sussidio devono avere un Isee (indicatore della situazione economica) inferiore ai 3 mila euro annui.

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