Opinioni

La lettera di Virginia Raggi… scritta da Marco Travaglio

Sul Fatto di oggi Marco Travaglio si diletta in un esercizio stilistico scrivendo «le parole che Virginia Raggi non ha (ancora?) pronunciato sulla crisi devastante della giunta a soli due mesi dalla nascita». Ovvero spiega cosa avrebbe fatto lui nei panni della sindaca di Roma, dopo aver chiesto qualche giorno fa le dimissioni di Paola Muraro per aver mentito all’opinione pubblica. Nella lunghissima lettera, che qui ovviamente sintetizziamo, Travaglio nei panni di Raggi chiede prima il perdono di Federico Pizzarotti, da oltre cento giorni in attesa di sentenza:

Ora dobbiamo fare tesoro di questa esperienza, mettendo nero su bianco un codice etico del Movimento che dettagli il da farsi quando uno dei nostri finisce sotto inchiesta: si informano subito i cittadini, e poi si guardano gli atti e i fatti, infine si decide se l’indagato può restare o se ne deve andare, e in quale fase processuale (il discrimine, per i fatti non infamanti, è il rinvio a giudizio; per quelli infamanti, non si aspetta neppure l’avviso di garanzia). Perciò suggerisco a Beppe Grillo di revocare la sospensione di Federico Pizzarotti, un buon sindaco a 5Stelle che ha commesso un errore un po’ più grave del nostro, nascondendo un avviso di garanzia.

Poi, sempre nei panni della Raggi, spiega che avrebbe tenuto al suo posto Marra e Romeo (su Romeo dice che la nomina non è stata criticata dall’ANAC, ma a quanto scrivono i giornali – i pareri sono arrivati ma in nome della trasparenza la sindaca non li ha ancora resi pubblici – invece non è così):

Non credo, invece, di avere sbagliato nel tutelare me stessa e l’Amministrazione chiedendo i pareri all’Anac di Raffaele Cantone sulle modalità di ingaggio della Raineri e di altri miei collaboratori, tra cui il capo-segreteria Salvatore Romeo. Cantone ha risposto che la pratica Raineri era illegittima, come già mi aveva suggerito il vicecapo di gabinetto Raffaele Marra: non mi è rimasto che proporle un diverso contratto, con uno stipendio massimo di 130 mila euro, ma lei ha rifiutato e per fortuna, perché i rapporti tra noi erano molto tesi. Ieri è arrivato il parere Anac anche sul contratto di Romeo, giudicato invece corretto:il che non mi impedisce di dimezzargli il compenso da 150 mila euro alla metà, come mi aveva suggerito di fare fin dall’inizio lo stesso Marra. Molti nel Movimento diffidano di Marra e Romeo, considerandoli troppo vicini a me o fidandosi dei giornaloni che li diffamano ogni giorno impunemente. Marra è dipinto come l’uomo nero di Alemanno, mentre da dirigente pubblico ha sempre denunciato in Procura le illegalità in cui si imbatteva, inimicandosi la destra alemanniana come la sinistra pidina. Finora nessuno mi ha spiegato che cosa avrebbero fatto di male Marra e Romeo, dunque – in mancanza di novità – li confermo nei rispettivi incarichi, perché di loro mi fido e un sindaco eletto dal popolo ha tutto il diritto di scegliersi i collaboratori. Così, se farò bene, sarà merito anche mio; se fallirò, sarà tutta colpa mia.

Come sappiamo, invece, la Raggi, dopo aver fumosamente annunciato cambiamenti nella macchina amministrativa ieri, ha scritto in un p.s. – ma stranamente non l’ha detto nel video – che Marra sarà ricollocato in altra struttura del Campidoglio. Travaglio-Raggi invece dice che saluta la Muraro mentre su De Dominicis dice che la carica dovrebbe essere valutata dai parlamentari (5 Stelle): strano, prima si nomina l’assessore e poi si chiede se è gradito. Un po’ come chiedere i pareri all’ANAC dopo aver nominato i responsabili amministrativi:

Purtroppo non posso invece confermare la Muraro: non per l’inchiesta, su cui attendiamo notizie dai magistrati, ma per la bugia. In una politica di bugiardi, noi dobbiamo essere diversi. Non appena avrò trovatouna persona della sua competenza su ambiente e rifiuti, la sostituirò. Quanto al neo-assessore al Bilancio De Dominicis, da me scelto con tutti i nostri consiglieri comunali, lo presenterò ai parlamentari e valuteremo tutti insieme sesia all’altezza del compito o no. Se no, ne cercheremo un altro. Ora scusatemi, ma finora, con tutto quel che è successo, non ho potuto fare il sindaco se non per qualche ora ogni tanto. Abbiamo già perso abbastanza tempo. Non prometto miracoli, ma qualche cambiamento sì, a cominciare dal no definitivo a questa follia della candidatura olimpica. Io vado a lavorare. Voi pregate per me.

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