Economia

La Grecia sarà la Lehman Brothers d'Europa?

Il paragone lo lancia l’ex banchiere centrale Lorenzo Bini Smaghi, un tempo ascoltatissimo consigliere di Renzi, oggi dalle colonne del Corriere della Sera: «Il rischio che la Grecia possa uscire dall’euro è sempre più alto. I mercati sembrano convinti però che, anche nel peggiore degli scenari, la Bce eviterà contagi Ma la crisi del 2008 insegna che la politica monetaria non può, da sola, evitare conseguenze pericolose per l’economia reale, come è successo dopo il fallimento della Lehman brothers nel settembre 2008». E in effetti gli ingredienti per un parallelo ci sono tutti: non ultimo l’attivismo commentatorio di Francesco Giavazzi, che ha già chiesto un paio di volte di lasciar fallire la Grecia così come esultò per la “soluzione” Lehman il giorno del fallimento, salvo poi pentirsene negli anni successivi. Il rischio è che la china che ha preso la vicenda porti l’Unione Europea a trattare la Grecia come Lehman, e poi a subirne le conseguenze sulla propria economia.

grecia uscire dall'euro
Cosa succede se la Grecia esce dall’euro (Corriere Economia, 20 aprile 2015)

LA GRECIA SARÀ LA LEHMAN BROTHERS D’EUROPA?
Ieri l’ultimo ciclo di colloqui tra le autorità della Grecia e dell`Unione Europea a Bruxelles non è riuscito a determinare un accordo. Un portavoce della Commissione Europea ha dichiarato che nonostante ci siano stati dei progressi, sono rimaste “significative” distanze. L`Europa vuole dalla Grecia tagli alla spesa per 2 miliardi di euro, per arrivare a un accordo indispensabili per sbloccare i fondi che evitano ad Atene il default. Il vice primo ministro greco, Yannis Dragasakis, ha fatto sapere che Atene è ancora pronta a negoziare con i suoi creditori. Ha spiegato che le proposte inviate domenica dall`esecutivo greco hanno coperto completamente il deficit fiscale, come richiesta. Dragasakis ha tuttavia ricordato che Ue e Fmi (Fondo Monetario Internazionale) vogliono che la Grecia tagli le pensioni, richiesta che il Paese ellenico ha già fatto sapere che non accetterà mai. La nazione, a corto di liquidità, sta cercando di arrivare a un`intesa per un accordo di finanziamento con Ue e Fmi prima della fine di giugno, per scongiurare il default. I ministri delle Finanze dell`Eurozona discuteranno di Grecia giovedì, in occasione del loro prossimo incontro: probabilmente uno degli ultimi appuntamenti che Atene ha disposizione per arrivare a un accordo. “Il presidente [Jean-Claude] Juncker”, ha detto il portavoce della Commissione, “resta convinto che con iniziative riformiste più decise da parte greca e con la volontà politica di tutte le parti, una soluzione possa ancora essere trovata prima della fine del mese”. Il gioco delle parti prosegue imperterrito.  “Grexit non è una soluzione ragionevole”, afferma sulla Bild Varoufakis, che però mette le mani avanti si fronte a una prospettiva di uscita di Atene dall’euro, sempre più vicina: “Nessuno e’ in grado di escludere tutto. Non posso escludere che una cometa colpisca la Terra”. “Non vogliamo più soldi”, aggiunge, ma “un accordo può essere raggiunto in una notte se il cancelliere vi prende parte”. Dal canto suo, il Fondo Monetario Internazionale che venerdì aveva abbastanza rumorosamente abbandonato il tavolo, ieri è tornato a sedersi e oggi ha continuato a suggerire una soluzione chiara per i debiti della Grecia: mettere tutto in carico all’Europa. “Un accordo sulla Grecia richiede scelte dure da tutte le parti”, ha detto il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard, che in una nota ha sottolineato  come Atene si debba impegnare su “misure davvero credibili” per risolvere i problemi di bilancio. I creditori Ue dovrebbero “riprogrammare invece i pagamenti sul debito a tassi d’interesse più bassi”.  Ovvero, ristrutturare il debito della Grecia permettendole di risparmiare sugli interessi.
Il debito della Grecia (Centimetri, infografica)
Il debito della Grecia (Centimetri, infografica)

TSIPRAS STRETTO TRA DUE FUOCHI
Di certo Alexis Tsipras rimane stretto tra due fuochi. Da una parte ci sono i creditori, che continuano a chiedere tagli a pensioni e salari e aumento dell’IVA per l’1% del PIL. Le misure proposte colpirebbero l’energia elettrica e l’integrazione per i pensionati poveri. “Non lasciamo i negoziati e non arretriamo rispetto a quanto già proposto”, sostiene Nikos Fillis, portavoce in Parlamento per conto di Syriza. “Il governo greco – aggiunge – ha sottoposto una proposta socialmente compatibile dalla società greca”. Dall’altra parte, la sinistra interna di Syriza continua a chiedere una soluzione fine-del-mondo: default, default, svalutazione, controllo dei movimenti di capitali e aiuti dal FMI. Ovvero dalla stessa istituzione che oggi ha una posizione ostile nei confronti del negoziato. Perché dovrebbe cambiare idea in caso di uscita dall’euro e ulteriore fragilità finanziaria è un mistero. Intanto l’euro apre sotto quota 1,12 dollari dopo il fallimento dei negoziati tra la Grecia e i suoi creditori. La moneta europea passa di mano a 1,1193 dollari, euro/yen a 138,25 e dollaro/yen a 123,50.