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La geniale interpretazione di Elly Schlein che fa il verso a Giorgia Meloni: "Sono una donna, non sono una madre" | VIDEO

@neXt quotidiano|

elly Schlein video piazza del popolo

“Con noi c’è un futuro migliore per le persone e per l’ambiente. La destra non parla mai di redistribuzione, mai di precariato, mai di clima. La destra si riempie la bocca di sicurezza ma non parla mai di sicurezza sul lavoro. Lo sappiamo cosa c’è di la, c’è Orban che dice che non bisogna mescolarci e invece noi vogliamo mescolarci. C’è una bella differenza tra leadership femminili e femministe. Amo una donna, non sono una madre ma non per questo sono meno donna”. Elly Schlein reinterpreta mettendo in evidenza quali sono gli errori nel famoso slogan di Giorgia Meloni “sono una donna, sono una madre”, durante il comizio di chiusura della campagna elettorale del Partito Democratico a piazza del Popolo.

La geniale interpretazione di Elly Schlein che fa il verso a Giorgia Meloni: “Sono una donna, non sono una madre” | VIDEO

“Non basta essere donna per aiutare le altre donne”, “se non difendi i diritti delle donne a partire da quelli sul proprio corpo” ha sottolineato la vicepresidente dell’Emilia Romagna: “C’è una bella differenza tra le leadership femminili e femministe” concludendo con la reintepretazione dello slogan della leader di Fratelli d’Italia: “Sono una donna, amo un’altra donna, non sono una madre, ma non per questo sono meno donna. Non siamo uteri viventi, siamo persone con i loro diritti”.

La chiusura della campagna elettorale del Partito Democratico a Piazza del Popolo

”La rimonta è possibile. Andiamo a vincere”, grida Enrico Letta dal palco di piazza del Popolo. Un discorso breve in cui il segretario indica gli snodi su cui l’Italia domenica sera si troverà al bivio. I diritti, la difesa della Costituzione, il lavoro, l’ambiente, l’Europa. Dietro di lui, tutto lo stato maggiore dem schierato. È una chiusura corale quella voluta da Letta. Sul palco si alternano dirigenti Pd, ministri, amministratori locali. Lorenzo Guerini, Dario Franceschini, Andrea Orlando e poi le capigruppo e i presidenti di regione. Da Nicola Zingaretti a Stefano Bonaccini a Vincenzo De Luca.Davanti c’è una piazza attenta ma in cui l’ottimismo non è molto. Un numero corre di bocca in bocca: 20%. La soglia psicologica minima. Il filo su cui corre il futuro delle prossime settimane e mesi del dibattito interno dem.

Uno scarto di qualche punto percentuale, sopra o sotto quella soglia, può cambiare -e non poco- la tenuta degli attuali assetti dem, portare a una accelerazione o meno verso la stagione congressuale, comunque già prevista per il prossimo anno da Statuto. E nelle foto di gruppo di fine campagna- racconta ADNKRONOS- , ci sono anche quelli di cui si dice già che siano pronti a correre per la segreteria. Come Bonaccini già da settimane entrato nel toto candidature in un eventuale congresso Pd: ”Forza, diamoci da fare facciamo come gli aquiloni che si alzano in volo quando il vento e contrario”, incita dal palco. E alla Meloni si rivolge Roberto Speranza: ”Ieri Meloni mi ha attaccato. Giorgia sei una irresponsabile, il modello Italia ha difeso la vita delle persone mentre voi pensavate a prendere quattro voti e a inseguire le piazze di chi voleva distruggere l’Italia. Nè tu né Salvini avete detto parole chiare perchè fai l’occhiolino ai no vax”. E sale sul palco anche De Luca e non manca il momento show. ”Non mi sento di dire che offriamo un segretario scoppiettante e pirotecnico, e vabbuò, non ce l’ha. Ma offriamo dirigenti di grande competenza, onestà e serietà, in grado di parlare all’Europa. L’Italia non sarà salvata da quelli con le bandiere e la fiamma tricolore ma da noi”.