La macchina del funky

La friendzone di Pizzarotti

pizzarotti indagato

«Parapigliaaaa! Scatta il gioco della bottigliaaaa! Tu non giochiii! Abbiam fatto le squadre primaaaa»: c’è molto di più di Tapparella alla base dell’ennesimo BOOM! FRIENDZONED! ricevuto da Federico Pizzarotti. Luigi Di Maio, che nel direttorio è responsabile degli enti locali, ha infatti convocato a Roma per oggi i 23 neo sindaci del M5S e anche alcuni dei primi cittadini già in carica. Non ci saranno Virginia Raggi e Chiara Appendino, alle prese con l’insediamento a Roma e a Torino, ma non ci sarà nemmeno il sindaco di Parma, sospeso dal Movimento dopo aver ricevuto un avviso di garanzia (non dichiarato). In effetti Pizzarotti oggi sarà a Roma, ma per ritirare il “premio ricicloni”che Legambiente assegna ai Comuni più virtuosi. Al vertice con Di Maio – che proprio Pizzarotti chiedeva invano da mesi – non ci sarà. Ma lui non ci sta ad essere friendzonato («Mi autoinviteròòòò!») e su Facebook deglutisce questa amarissima aranciata-a:

Come ho spiegato ai giornalisti che me lo hanno chiesto non parteciperò perché non sono stato invitato. Anzi, a dire il vero è proprio dalla stampa che l’ho appreso, prima che alcuni colleghi me lo confermassero. Sono contento che dopo 2 anni di richieste qualcuno abbia ritenuto utile incontrarsi per condividere esperienze.
Lo dico sempre : “la differenza la fanno le persone, nel bene e nel male”.
La responsabilità del decidere inviti, di chiudere o aprire procedimenti, di escludere o includere, è nelle mani di poche persone il cui agire non è al momento né chiaro, né lineare.
Non posso non vivere con grande rammarico il fatto che la nostra esperienza venga ritenuta non utile da condividere e raccontare, qualcosa da non valorizzare, nonostante in questi 4 anni il nostro lavoro abbia portato a diversi riconoscimenti prestigiosi in vari settori amministrativi. Penso al lavoro sul debito, sui rifiuti, sui diritti civili, sulla rigenerazione urbana. Temi che mi sembrano centrali nelle agende dei nuovi colleghi, ma che evidentemente, non bastano a riaprire un dialogo con la nostra amministrazione.
E mi dispiace non solo per me stesso, ma per tutti quelli che a Parma si spendono generosamente da quel lontano 2012. Penso agli assessori, ai consiglieri e a tutti gli attivisti. E a loro dico grazie, perché so che indipendentemente da tutto, insieme continueremo a portare avanti quei valori che il M5S ci ha insegnato.


Pizzarotti attende da più di un mese di sapere se le sue controdeduzioni sono state accolte: la procedura del M5S vede la sospensione, il giudizio di un direttorio ristretto di tre persone e la decisione finale di Grillo, che può riammettere il sindaco di Parma oppure far votare sul blog il suo destino. Dopo la sospensione l’iter si è interrotto (negli altri casi si è risolto, sempre con l’espulsione, in quindici giorni al massimo) anche perché sarebbe stato pericoloso espellere un sindaco prima del voto sui sindaci. Passate le urne, Pizzarotti è ancora in attesa di responso. Forza Panino!