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La foto del console italiano a Kabul che salva un bambino nell’aeroporto afghano

Tommaso Claudi sta lavorando in prima linea fin dall’inizio della grande fuga dopo il ritorno dei talebani

Tommaso Claudi

C’è un’immagine che sta facendo il giro del Mondo: un uomo in piedi sul muro di cinta che circonda l’aeroporto di Kabul che prende in braccio e prova a tranquillizzare un bambino, spaurito e terrorizzato dalla calca delle persone (si parla già di 20 morti negli ultimi giorni) che stanno cercando in tutti i modi una via di fuga dall’Afghanistan. Quell’uomo risponde al nome di Tommaso Claudi, il console italiano che ha deciso di rimanere nel Paese – ormai – nelle mai dei talebani per organizzare i rimpatri e aiutare le persone in difficoltà.

Tommaso Claudi, la foto del console italiano a Kabul che aiuta un bambino

Tra le persone che hanno condiviso questi scatti provenienti direttamente dall’aeroporto di Kabul c’è anche Ettore Sequi, segretario generale della Farnesina. Nelle immagini si vede il console italiano prendere in braccio un bambino, terrorizzato dalla pressante calca attorno al muro di cinta. Perché lì si trovano migliaia di cittadini afgani e stranieri che da giorni stanno aspettando di poter lasciare il Paese, tornato nelle mani dei talebani. Ed è lì che Tommaso Claudi sta lavorando incessantemente da giorni. Indossando un giubbotto anti-proiettili e con l’elmetto a tracolla, sta cercando in tutti i modi di dare una mano a tutte quelle persone disperate che stanno chiedendo e cercando un aiuto per lasciare l’Afghanistan.

Immagini che mostrano un grande impegno di chi ha lasciato l’Italia proprio per portare avanti la carriera da diplomatico partita da Camerino e poi proseguita con gli studi universitari a Milano e con i concorsi vinti. Tommaso Claudi, infatti, compirà 31 anni la prossima settimana e si trova a Kabul dal 7 gennaio del 2019. Quando arrivò in Afghanistan la situazione era abbastanza tranquilla e la riorganizzazione talebana non sembrava essere così evidente. E lui è lì in qualità di secondo segretario commerciale, ma ricopre il ruolo istituzionale di console essendo l’unico diplomatico italiano presente a Kabul. E da giorni vive all’interno dell’aeroporto della capitale afgana per organizzare il rimpatrio degli italiani rimasti lì e di tutti gli altri cooperanti. Non a caso, nei giorni scorsi, il ruolo e l’umanità di Tommaso Claudi sono state sottolineate anche dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post social.

“Se stiamo riuscendo a riportare a casa i nostri connazionali e gli afghani che hanno collaborato con il nostro Paese lo dobbiamo anche a persone come Tommaso Claudi. Il nostro console a Kabul. Il suo impegno in una situazione d’emergenza, davanti a difficoltà evidenti, è una prova di grande amore per l’Italia. A questo si aggiunge la stretta collaborazione con il Ministero della Difesa e con gli altri Paesi con cui portiamo avanti un’azione comune”.

Ma il suo ruolo non si ferma lì. Come mostrano le foto, infatti, la sua scelta di rimanere lì è anche per aiutare tutti i cittadini afgani che, in questi giorni, stanno affrontando paure e terrore. Nelle ultime ore, infatti, fuori dal muro di cinta dell’aeroporto di Kabul si sono accalcate migliaia di persone (si parla di circa 20mila) che stanno chiedendo aiuto e stanno cercando – fin dal primo giorno – un modo per lasciare il Paese. E Tommaso Claudi è lì, ad aiutare anche loro.

Chi è Tommaso Claudi – SCHEDA –

Il prossimo 30 agosto Tommaso Claudi compirà 31 anni. È nato a Camerino, nelle Marche, e la sua passione per la “diplomazia” era evidente fin dagli studi universitari. Dopo aver lasciato la sua città Natale, infatti, si è trasferito in Lombardia dove ha ottenuto due lauree: la prima in Linguistica all’Università di Pavia, la seconda (nel 2016) in Relazioni Internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel giro di pochi mesi, la sua carriera diplomatica ha inizio. Dopo aver superato il concorso, nel settembre del 2017 viene nominato segretario di legazione in prova (il primo gradino della carriera diplomatica.

La sua passione e abnegazione per le Relazioni internazionali e la diplomazia appaiono evidenti anche alla Farnesina che nel giugno del 2018 conferma quel sui ruolo di segretario di legazione. Poi l’arrivo a Kabul, il 7 gennaio del 2019, con il ruolo di secondo segretario commerciale. Nel corso degli anni trascorsi in Afghanistan, Tommaso Claudi è stato uno dei punti di riferimento del Ministero degli Esteri in quel Paese in continua transizione. Una transizione che si è interrotta, dopo 20 anni, nei giorni scorsi con il ritorno dei talebani. E nel legittimo fuggi-fuggi generale, lui hai deciso di rimanere lì per aiutare gli italiani e i cooperanti ancora presenti a Kabul. E come dimostrano quelle foto, diventate virali, il suo supporto alla popolazione continua a essere un mantra da seguire. Ed è da lì che sta raccontando anche la sua testimonianza “dal campo”.

All’Ansa, solo qualche giorno fa, aveva provato a raccontare agli italiani le immagini a cui deve assistere ogni giorno fuori e dentro l’aeroporto di Kabul: “Abbiamo purtroppo dovuto assistere a scene drammatiche ma siamo riusciti in condizioni di assoluta emergenza a riportare a casa i nostri connazionali e alcuni dei nostri collaboratori afghani che in questi anni ci hanno consentito di operare in un contesto difficile. In Afghanistan stiamo assistendo ad una grande tragedia umanitaria e tutti stiamo dando il massimo mettendoci tutto il cuore e la professionalità di cui siamo capaci”