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La Ferrari di cittadinanza

A Locri scoperti 237 abusivi del reddito di cittadinanza, alcuni anche in carcere e altri proprietari di ville e Ferrari. Danni allo Stato per 870mila euro

La Guardia di Finanza di Locri ha denunciato 237 persone che incassavano il reddito di cittadinanza senza averne diritto. Denunciate anche 73 persone che avevano sottoscritto false dichiarazioni per l’Isee: tra i denunciati c’è chi ha la Ferrari, chi ville di lusso, chi è titolare di aziende che fanno utili e chi era detenuto in carcere con l’accusa di essere affiliato alla ‘ndrangheta. La storia più tragicomica è quella del giovane di Locri, vicino alla cosca Cordì, che manteneva una Ferrari rossa F430, costo 180.000 euro, e una casa abbastanza dignitosa di 200 metri quadrati a due passi dal centro di Locri, valore 200mila euro anche grazie al reddito di cittadinanza che percepiva indebitamente anche dopo essere stato arrestato e posto ai domiciliari lo scorso agosto, nell’ambito dell’operazione «Le Mille e una Notte». Racconta oggi il Corriere della Sera:

Del contributo dello Stato a chi si trova senza lavoro, godevano anche due persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso arrestate lo scorso agosto a Siderno, nell’ambito dell’operazione «Canada Connection». Per nove mesi hanno beneficiato del reddito di cittadinanza anche cinque persone, legate a una cosca di San Luca, uno delle quali arrestata ad aprile del 2018 e gli altri quattro condannati con sentenze passate in giudicato e interdizione dai pubblici uffici. C’era inoltre chi, con un reddito superiore ai 55.000 euro, si recava mensilmente alla posta per ritirare l’assegno per il suo sostegno economico. Tantissimi i possessori di partita Iva, con attività imprenditoriali, anche redditizie, che hanno nascosto i loro redditi per percepire il contributo.

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La Ferrari di cittadinanza (Corriere della Sera, 24 gennaio 2020)

L’inchiesta è nata all’inizio dello scorso anno con l’obiettivo di smascherare i falsi braccianti agricoli che frodavano l’Inps con la complicità dei datori di lavoro che attestavano false comunicazioni per assunzioni di manodopera. Incrociando poi i dati sui falsi rimborsi, la Guardia di Finanza si è trovata davanti un consistente numero di soggetti che usufruivano anche del reddito di cittadinanza.

Da un rapido riscontro economico-finanziario sui loro redditi, è stato quindi possibile accertare le anomalie nella presentazione della documentazione a sostegno del regime di esonero della dichiarazione dei redditi che abitualmente fanno coloro i quali percepiscono meno di settemila euro annui.

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