Economia

La FED, il rialzo dei tassi e la sfida a Trump

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La Fed alza i tassi di interesse, nel primo aumento del 2016 e il secondo in dieci anni. Un incremento di un quarto di punti che fa salire il costo del denaro in una forchetta fra lo 0,50% e lo 0,75%. E lascia intravedere la possibilità che procederà più velocemente del previsto nel ritoccare i tassi: gli aumenti previsti per il 2017 sono infatti tre, più dei due stimati in settembre, quando ancora l’America doveva andare al voto. Wall Street accoglie l’annuncio con un nuovo record storico per il Dow Jones. Poi ripiega e chiude in negativo con le parole di Janet Yellen che, parlando di incertezza sulle politiche di bilancio e sul loro impatto, lascia gli investitori a mani vuote. I mercati del Vecchio Continente non hanno risentito in pieno dell’effetto Fed, con l’annuncio arrivato quando le piazze finanziarie erano già chiuse. Una chiusura all’insegna della cautela in territorio negativo, con Milano in calo dell’1,18%. Ribadendo che resterà per tutto il suo incarico e difendendo la riforma di Wall Street e l’indipendenza della Fed, Yellen ‘sfida’ il presidente eletto Donald Trump su un altro fronte, quello degli stimoli di bilancio.

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I tassi d’interesse e le banche centrali (Repubblica, 15 dicembre 2016)

“Non sono per forza necessari per la piena occupazione”, afferma il presidente della Fed, sottolineando che il tasso di disoccupazione è già al 4,6%. “Non cerco di dare consigli all’amministrazione Trump”, precisa poi Yellen, invitando comunque a tenere in considerazione il rapporto debito-pil nel definire le politiche economiche. Trump ha annunciato un maxi piano di investimenti e un taglio delle tasse per stimolare l’economia. Yellen cerca anche di smorzare il legame intravisto dagli investitori fra un’accelerazione delle strette della Fed nel 2017 e il piano di stimolo del presidente eletto. Piano che ha innescato da settimane un rally a Wall Street. La revisione al rialzo, a tre da due, del numero delle strette è “minima”. Ma ammette: la politica di bilancio può avere un impatto e alterare l’outlook economico, costringendo di fatto a rivedere la sua politica. “C’è una considerevole incertezza sul futuro della politica economica, dobbiamo attendere e vedere cosa accadrà”, afferma Yellen, incalzata, nel corso della conferenza stampa, da domande sul possibile impatto delle politiche di Trump sull’economia. Gli analisti ritengono che le misure del presidente eletto stimoleranno la crescita e faranno salire l’inflazione, costringendo la Fed ad agire con aumenti dei tassi per evitare un surriscaldamento dell’economia. Yellen, aspramente criticata da Trump nel corso della campagna elettorale, precisa di non aver avuto alcun contatto con il presidente eletto, anche se lo staff della Fed ne ha avuti con il suo transition team. L’aumento dei tassi di interesse deciso fa seguito a un rafforzamento dell’economia americana, la cui crescita è prevista accelerare nel 2016 e nel 2017. “E’ un voto di fiducia”, dice Yellen, assicurando comunque che la politica monetaria resta accomodante, a sostegno della crescita e di un ulteriore rafforzamento del mercato del lavoro.