Economia

La favola della ripresa e i prestiti in calo alle imprese

Il sistema che «è uscito dalla crisi» continua a dare pericolosi scricchiolii. Ieri, nel marasma della strage al tribunale di Milano, è sfuggito ai più il dato di Bankitalia sui prestiti alle imprese. Le banche italiane a febbraio hanno acquistato titoli di Stato, arrivati a quota 423 euro, segnando un nuovo record in vista del QE della BCE. Ma hanno diminuito i prestiti alle imprese.
 
I PRESTITI IN CALO ALLE IMPRESE
Gli ultimi dati della Banca d’Italia mostrano un calo del 2% dei finanziamenti al settore privato, con quelli alle famiglie scesi dello 0,4% (grazie alla ripresa dei mutui) mentre verso le imprese sono diminuiti del 3%. L’istituto centrale segnala poi come il tasso di crescita delle sofferenze resti quasi invariato al 15,3% (15,4% di gennaio). E c’è di peggio. Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze – senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche – è risultato pari al 15,3 per cento (15,4 per cento a gennaio). I tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,01 per cento (3,07 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,64 per cento (8,71 per cento a gennaio). I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle societa’ non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 3,26 per cento (3,39 per cento nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,83 per cento (1,97 per cento a gennaio). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,66 per cento (0,67 per cento nel mese precedente). Un’infografica di Milano Finanza riepiloga i prestiti delle banche italiane, la raccolta e le obbligazioni:

prestiti banche imprese 1
Milano Finanza, infografica sui prestiti delle banche italiane (10 aprile 2015)

Il tema dei crediti problematici resta così centrale per gli istituti italiani. Il governo ha annunciato di voler intervenire entro giugno con una soluzione leggera e che, secondo alcune voci, potrebbe limitarsi a misure di snellimento delle procedure giudiziarie e, forse, a far calare da 5 a un anno la deducibilità delle perdite sui crediti sterilizzando così i rilievi Ue sulla procedura per il trattamento delle imposte differite attive messo in piedi qualche anno fa. Una soluzione che si scontra tuttavia con i problemi di bilancio pubblico. Solo sgravandosi di una buona parte dei 185 miliardi di sofferenze le banche italiane potranno sfruttare appieno le misure straordinarie varate dalla Bce (Tltro e Qe). Proprio le scadenze relative a queste e alla precedente asta ltro secondo fonti di mercato sarebbero alla base della crescita dei titoli in portafoglio delle banche. Gli istituti avrebbero così restituito i fondi Ltro e parcheggiato la liquidità sui Btp oltre ad acquistare titoli di Stato da usare come collaterale per la successiva operazione Tltro.