La macchina del funky

La curiosa smentita dell'avvocato di Roberta Lombardi a Repubblica

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Ieri molti giornali avevano pubblicato una serie di indiscrezioni sulla faccenda delle polizze che ha coinvolto Salvatore Romeo e Virginia Raggi, parlando anche del presunto ruolo di Roberta Lombardi nella divulgazione della notizia. Tra questi c’era anche Carlo Bonini su Repubblica, al quale l’avvocato Ervin Rupnik, che è stato anche legale della Raggi nella storia di Venerando Monello, e che nell’occasione rappresenta l’avvocato Alessandro Canali, Marcello De Vito (chiamato, non si sa perché, “onorevole”) e Roberta Lombardi:

EGREGIO Direttore,
in qualità di legale dell’avvocato Alessandro Canali e degli onorevoli Marcello De Vito e Roberta Lombardi, Le rappresento che nell’articolo a firma di Carlo Bonini e pubblicato il 4 febbraio 2017 a pagina 5 del quotidiano da Lei diretto sono contenuti fatti e ricostruzioni completamente inventati. In particolare, l’avvocato Canali viene indicato come divulgatore — a favore di Roberta Lombardi — di notizie concernenti il presunto dossier anti De Vito e la vicenda della polizza vita. Ebbene, nulla di ciò che avete scritto corrisponde al vero.
L’avvocato Canali mai ha diffuso tali notizie e gli onorevoli Lombardi e De Vito mai hanno pronunciato le affermazioni che avete loro attribuito. Qualora non vi rendiate conto della gravità di quanto avete pubblicato, vi preciso che con l’articolo in questione avete accusato senza fondamento delle persone di aver violato il segreto istruttorio, insinuando addirittura che le stesse avrebbero utilizzato un’informazione oggetto di indagine come “arma formidabile” facendola “brillare” a danno del Sindaco Virginia Raggi.

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Bonini replica direttamente sul quotidiano:

COME evidente dal testo dall’articolo in questione, non ho mai attribuito all’avvocato Canali il ruolo di “divulgatore” della notizia sulle polizze. E trovo sintomatico oltre che singolare che venga dunque attribuito al significato delle parole quello che quelle parole non hanno, solo a volerle leggere libere dalla paranoia, i veleni e le ombre che evidentemente governano i rapporti interni al Movimento Cinque Stelle. Per quanto riguarda invece l’oggetto delle deposizioni rese da Lombardi e da De Vito alla Procura della Repubblica (la paternità del dossieraggio interno al Movimento che azzoppò la candidatura di De Vito a sindaco di Roma), ne confermo il contenuto.
Che Lombardi e De Vito potranno per altro agevolmente verificare chiedendone conferma alla compagna di Movimento Virginia Raggi, poiché entrambe le deposizioni sono state oggetto di contraddittorio con la sindaca durante il suo interrogatorio di giovedì. Questi i fatti. Per il resto, le considerazioni del gentile avvocato Rupnik sul giornalismo di Repubblica , tanto legittime quanto opinabili, restano tali. Delle opinioni.

Cosa aveva scritto Carlo Bonini ieri su Canali?

Durante il suo interrogatorio, la Raggi scopre infatti dalle contestazioni che le vengono mosse che, tra sabato e lunedì della scorsa settimana, il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha sentito prima Roberta Lombardi, quindi Marcello De Vito e infine tale Canali, consulente del Movimento in Regione. I tre vengono sollecitati sull’origine del dossier che aveva azzoppato durante le “Comunarie” la candidatura di De Vito a beneficio di quella della Raggi. La Lombardi spiega a Ielo di aver saputo che autore del dossier era stato Raffaele Marra e indica in Canali, alla Regione, la sua fonte. De Vito, interrogato domenica pomeriggio, sostiene al contrario di non sapere. «Il dossier contro di me opera di Marra? Era una voce», dice.
Cosa che sostiene anche Canali che, sentito lunedì scorso, nega di aver mai riferito alla Lombardi che Marra avesse messo mano a quell’operazione di regolamento dei conti interni. Canali, durante la sua testimonianza, apprende però anche dell’altro, fino a quel momento protetto dal segreto delle indagini, sui flussi finanziari di Salvatore Romeo. Il procuratore aggiunto Ielo, che in quel momento ipotizza che il meccanismo delle polizze possa coprire una forma di finanziamento illecito, gli chiede infatti se nel Movimento qualcuno avesse mai sentito quella storia. Canali cade dal pero. E tuttavia, siamo a lunedì, a tre giorni dall’interrogatorio della Raggi, quella notizia – l’esistenza delle polizze scoperte dalla Procura – è ormai entrata nel circuito Cinque Stelle. Meglio, nel circuito dell’ala lombardiana dei Cinque Stelle. E’ un’arma formidabile. Che viene usata, facendola brillare.

Pare evidente cosa abbia in realtà scritto Bonini: ovvero che Canali non ne sapesse nulla, ma che la notizia ha cominciato a girare lo stesso. Non attribuendo a Canali nessun tipo di rivelazione di segreto istruttorio, ma constatando un fatto che nella lettera dell’avvocato non viene smentita. Chissà cosa vuol dire, per l’avvocato Rupnik, che “Canali cade dal pero“.

Leggi sull’argomento: Chi ha parlato delle polizze di Romeo a giudici e giornali?