La macchina del funky

«Contro la destra non resta che Grillo»

massimo cacciari

Massimo Cacciari ha rilasciato oggi una curiosa intervista al Fatto Quotidiano nella quale, tra le altre cose, sostiene che per fermare la destra estrema bisogna confidare in Beppe Grillo:

La storia è matematica, non sbaglia mai. E in assenza di politiche efficienti e credibili, non banali promesse, ci sono tre tappe nel nostro continente. La prima è quella del malcontento o della secessio plebis di cui ho già parlato.
Poi?
Sparare contro i Palazzi, infine l’affermazione di una destra cattiva anti-immigrazione. Penso a Le Pen, Farage, Orban, Salvini e Meloni.
Grillo no?
No, Grillo non fa parte di questa destra cattiva. Ho scritto un articolo su chi saranno i Trump d’Europa e concludo proprio così: in Italia non resteranno che i Cinquestelle.
Un argine contro la peggiore destra.
Renzi si è fatto establishment. Per questo i suoi tentativi populistici puzzano parecchio.

beppe grillo vaffanculo trump

Quale sarà l’effetto Trump sul referendum del 4 dicembre, se ci sarà?
Vedo due tendenze. Da un lato può galvanizzare le forze che vogliono mandare Renzi a casa.
Dall’altro?
In questo clima, gli italiani potrebbero scegliere l’opzione ritenuta più tranquilla e meno traumatica, cioè il Sì.

L’analisi di Cacciari è talmente puntuta che prescinde dai fatti. Uno di questi, l’ultimo in ordine di apparizione, è il tentativo di Beppe Grillo di intestarsi la vittoria di Donald Trump, che risale ad appena ieri pomeriggio. «Di Trump i grandi media hanno detto molte cose simili a quelle che dicono del MoVimento. Ricordate? Dicevano che noi eravamo sessisti, omofobi, demagoghi, populisti. Non si rendono conto che ormai milioni di persone i loro giornali non li leggono più e non guardano la loro tv. Trump ha cavalcato questa roba qua. È arrivato a milioni e milioni di persone. C’è stata un’affluenza incredibile negli Stati Uniti. Questo significa che la gente è oltre l’informazione postdatata. Questi sono equipaggiati e si stanno ancora equipaggiando per gestire un mondo che non c’è più. I veri eroi siamo noi!». E non solo: Beppe segnala a quale parte dell’elettorato si rivolgono lui e TheDonald: «Eroi che sperimentano, che mettono insieme i disadattati e i falliti».

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