Economia

La battaglia del Codacons contro la scienza e i vaccini (a colpi di ricorsi al TAR)

Ieri la Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) ha presentato un documento nel quale prende posizione nei confronti di quei medici che sconsigliano le vaccinazioni. Richiamandosi al Codice Deontologico l’Ordine ha ribadito che il medico non deve sottrarre la persona assistita a trattamenti scientificamente fondati e di comprovata efficacia e che il medico si deve fare promotore di “un’informazione sanitaria accessibile, trasparente, rigorosa e prudente, fondata sulle conoscenze scientifiche acquisite e non divulga notizie che alimentino aspettative o timori infondati o, in ogni caso, idonee a determinare un pregiudizio dell’interesse generale”. A fare notizia è soprattutto il fatto che la Federazione ha ribadito la possibilità che i medici che infrangono il Codice Deontologico possano subire sanzioni disciplinari.

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Il pericolo delle mancate vaccinazioni in un’infografica

Cosa ha detto l’Ordine dei Medici

Quella dell’Ordine è una presa di posizione dovuta, visto che tra coloro che sconsigliano i vaccini, o peggio propongono cure alternative facendo credere ad esempio che certe malattie non esistano ci sono purtroppo molti medici iscritti all’albo. Fino a che uno qualsiasi di questi medici non verrà sanzionato o radiato dall’Albo o fino a che l’Ordine non interverrà in modo netto e chiaro per censurare il loro comportamento però non possiamo gioire più di tanto. In merito al solo tema delle vaccinazioni la FNOMCeO ha avanzato una quindicina di proposte tra le quali, oltre alla necessità di riconfermare l’obbligo dei medici di collaborare all’attuazione dei provvedimenti di sanità pubblica ed altre volte ad incentivare l’adesione alle campagne vacciniali sia per il personale medico che per i cittadini sono da segnalare quelle riguardanti il rapporto tra scienza e diritto. È noto infatti come alcune Procure e alcuni Tribunali Amministrativi Regionali abbiano in alcuni casi portato avanti inchieste ed emesso sentenze contrarie alle evidenze scientifiche. Pensiamo ad esempio alle sentenze che hanno stabilito la correlazione tra vaccini e autismo (che da un punto di vista scientifico è inesistente) o che hanno imposto alle ASL di praticare le terapie del Metodo Di Bella. È per questo motivo che la FNMOCeO chiede:

di favorire il superamento dell’evidente disallineamento tra scienza e diritto, auspicando che i magistrati intervengano in tema di salute recependo nelle loro sentenze la metodologia della evidenza scientifica;
di sollecitare, di fronte al possibile ripetersi di sentenze che stabiliscono per giurisprudenza la correlazione tra vaccini e autismo fondate su singole attestazioni mediche, il Ministero della Salute e le autorità competenti a presentarsi in giudizio in collaborazione con il Pubblico Ministero e ad impugnare siffatti provvedimenti con effetto immediato fin dal primo grado di  giudizio;

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Rienzi, il Codacons e le battaglie sceme contro la scienza e i vaccini

Non stupisce quindi che Carlo Rienzi, presidente del CODACONS abbia già annunciato ricorsi al TAR contro gli eventuali provvedimenti di FNMOCeO. In un comunicato prontamente diffuso ieri Rienzi sostiene che finché in italia verrà somministrata l’esavalente e non i quattro vaccini obbligatori per legge allora non ci potrà essere alcuna punizione o radiazione per i camici bianchi che sconsigliano le vaccinazioni.

Siamo all’assurdo, il documento che radia i medici nei casi in cui sconsiglino il vaccino è oltremodo punitivo e sarà impugnato dal Codacons al Tar, al fine di ottenerne la nullità. Esistono infatti situazioni critiche come il caso del vaccino pediatrico, per le quali ai camici bianchi che sconsigliano ai genitori di vaccinare i propri figli non può essere inflitta alcuna condanna. Questo perché in Italia il vaccino in questione viene somministrato in soluzione esavalente, mentre la legge impone l’obbligatorieta’ per soli 4 vaccini. Medici e genitori possono quindi rifiutare l’esavalente almeno fino a che l’Aifa non disporrà la commercializzazione in Italia dei soli 4 vaccini obbligatori, senza alcuna radiazione o punizione per i camici bianchi.

La presa di posizione di Rienzi non stupisce, perché la sua associazione ha sempre dato sostegno ai medici antivaccinisti. Nell’ottobre del 2015 Rienzi tuonava contro “le grandi manovre delle case farmaceutiche”

Sembra siano partite le grandi manovre delle case farmaceutiche per arricchirsi grazie all’allarme vaccini scoppiato di recente in Italia. Spaventare i medici che non ritengono di suggerire la vaccinazione a tutti i costi equivale a commettere una forma di violenza, della quale si può essere chiamati a rispondere dinanzi la giustizia. Continuiamo a ritenere che i vaccini siano fondamentali, ma solo per le categorie a rischio. Altrimenti si alimenta un business milionario con ricadute economiche negative anche per le casse dello Stato.

Rienzi non ce l’aveva qui solo contro la campagna per le vaccinazioni anti influenzali ma anche contro “il caso controverso del vaccino pediatrico”. Il Codacons spiegava che “nonostante la legge preveda solo 4 vaccini obbligatori, in Italia si ricorre all’esavalente, con un regalo pari a 114 milioni di euro annui in favore dell’industria farmaceutica“. O ancora, parlando di alcune dichiarazioni della Ministra Beatrice Lorenzin sulle procure che si sostituiscono alla scienza stabilendo un legame tra vaccini e autismo il Codacons ribadiva:

La somministrazione polivalente dei vaccini come avviene nel nostro paese, nonostante solo 4 vaccini pediatrici siano obbligatori per legge , non è affatto esente da rischi per la salute dei bambini, perché può comportare danni da sovraccarico e shock del sistema immunitario. Le evidenze scientifiche, a differenza di quanto sostiene il Ministro della Salute, sono tutt’altro che compatte nel riconoscere l’assoluta bontà dei vaccini. Per tale motivo, a tutela della salute dei cittadini e sulla scia dell’ indagine aperta a Trani, presenteremo un ricorso al Tar del Lazio per sospendere la somministrazione del vaccino esavalente e limitare la fornitura ai soli 4 previsti dalla legge, con risparmi pari a 114 milioni di euro annui per la collettività

Secondo il Codacons addirittura le evidenze scientifiche sarebbero tutt’altro che compatte nel riconoscere l’assoluta bontà dei vaccini. Insomma i vaccini servirebbero solo per le categorie a rischio (i bambini non lo sono?). Del resto i soldi pubblici stanno a cuore all’associazione di consumatori, che è arrivata a presentare un esposto per la liberazione di Greta e Vanessa, le due cooperanti rapite in Siria. Anche durante il caso Stamina il Codacons non ha perso l’occasione per marciare contro la Sanità pubblica.
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Nel 2014 il Codacons, la stessa associazione che qualche mese fa si è rivolta al Ministro della Salute per vietare la vendita di carne rossa e insaccati in Italia, si era fatto promotore di un esposto (presentato in diverse procure) contro la vaccinazione esavalente. Secondo Rienzi la somministrazione dei sei vaccini pediatrici “può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario nei bambini” oltre ovviamente ad un danno per l’erario visto che l’esavalente costerebbe di più. Qualcosa di simile è accaduto anche in Francia, e Henri Joyeux, il medico che si è fatto promotore della campagna contro l’esavalente è stato di recente radiato dall’Ordine dei Medici francese. L’esavalente è quella vaccinazione che include le quattro vaccinazioni obbligatorie difterite, tetano, epatite b e poliomielite – e le due raccomandate, ovvero quelle contro emofilo dell’influenza e pertosse. Stefania Salmaso, all’epoca direttrice direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, ha però spiegato che la battaglia del Codacons si focalizza solo sui costi delle vaccinazioni e non su quelli che una eventuale malattia comporterebbe:

Nel caso del Hib il costo della malattia deve tenere presente la gravità delle infezioni cliniche, invasive, che si verificano nella prima e nella seconda infanzia (specialmente meningite e sepsi tra 3 e 24 mesi, epiglottidite tra i 2 e i 5 anni); l’elevata frequenza degli esiti: 15-20% di sequele neurologiche, tra le quali ipoacusie; incremento della resistenza batterica per l’uso di trattamenti antibiotici

Ricordiamo che esiste un problema a livello mondiale riguardante l’abuso degli antibiotici che contribuiscono a creare organismi farmacoresistenti. Ma questo il Codacons, noto consesso di luminari scientifici, si guarda bene da dirlo. Proseguiva all’epoca la Salmaso:

Anche per la pertosse in epoca pre-vaccinale estesa (primi anni Novanta) si registravano decine di migliaia di casi ogni anno. Ogni caso di pertosse tossisce in modo parossistico per circa due mesi, viene sottoposto a diversi accertamenti e trattamenti e rimane per diverso tempo particolarmente suscettibile a molte infezioni respiratorie. Per i bambini nel primo anno di vita la pertosse può essere fatale. Tutto questo comporta costi economici non indifferenti moltiplicati per il numero di casi nel Paese.

La questione dei costi andrebbe quindi affrontata nel suo complesso. Perché se si teme che Big Pharma voglia lucrare sui vaccini perché non si ha lo stesso timore quando Big Pharma vende antibiotici o altri farmaci per curare quelle infezioni facilmente prevenibili con una singola vaccinazione? Vogliamo parlare dei costi dell’epidemia di Morbillo del 2002-2003? Sono documentati e ammontano a diversi milioni di euro. Ad esempio la durata medica di ogni ricovero è stata di quattro giorni per un costo di 1700 euro. È stato inoltre stimato che, includendo i ricoveri, la spesa totale di quella singola epidemia di morbillo della durata di un anno sia stata pari a circa 20 milioni di euro. E perché parlare dei costi per lo Stato delle numerose visite dei NAS nelle ASL in seguito agli esposti del Codacons? Evidentemente a Rienzi sono costi che stanno bene, visto che la sua è una battaglia puramente ideologica dettata da pregiudizi antiscientifici. Anche a proposito dello choc immunologico paventata dal Codacons si tratta di un’affermazione priva di fondamento scientifico e le cose non stanno così. La Salmaso spiega infatti che nel sistema immunitario di un bimbo appena nato, che viene a contatto con un mondo di antigeni sconosciuti, non è certo l’aggiunta di uno o due antigeni in più nel vaccino a fare la differenza. Inoltre i vaccini di oggi, ha spiegato la Salmaso in un’intervista a Wired, sono più purificati rispetto a quelli somministrati in passato, vi sono quindi molte meno sostanze in grado di scatenare una reazione immunitaria e causare reazioni avverse. Queste sono le certezze scientifiche sulle quali la sanità pubblica fonda la necessità di ricorrere al vaccino esavalente. Quali sono le evidenze scientifiche in mano al Codacons? Nessuna.