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"Vorrei capire cosa sia successo nella sua testa": la lezione di Koulibaly pronto a incontrare il tifoso razzista

neXt quotidiano|

Koulibaly

Un gigante, in campo e fuori. Lo dimostrano le sue prestazioni sportive, ma anche il suo modo di vivere la realtà e l’attualità. Dopo qualche settimana di silenzio, Kalidou Koulibaly è tornato a parlare di quei cori razzisti piovuti dagli spalti dello stadio Franchi di Firenze contro di lui, Andre-Frank Zambo Anguissa e Victor Osimhen. Ululati e “buuu” che si sono andati a sommare a quegli epiteti rivolti a lui – mentre stava uscendo dal campo – da un “tifoso” viola. E anche oggi ha dato una lezione a tutti.

Koulibaly pronto a incontrare il tifoso razzista che lo ha insultato

Intervenendo in conferenza stampa alla vigilia del match di Europa League contro il Legia Varsavia, ha risposto a una domanda proprio su quell’episodio: “Sì, l’ho superata perché ho i compagni e lo staff che mi sono sempre stati dietro. Ho ricevuto tanti messaggi di personaggi pubblici in Italia che mi hanno fatto molto piacere. Mi dispiace per quello che è successo a quel ragazzo, io non ci ho dormito per due notti, pensavo di aver sbagliato io. Mi dispiace molto”.

Tormenti interiori che, però, non hanno chiuso la porta a un possibile incontro con l’uomo (individuato già nelle ore successive all’episodio). Perché non sono mancati gli attestati di stima al calciatore e la mobilitazione di molti cittadini fiorentini che gli hanno chiesto di confrontarsi con colui che lo ha volgarmente insultato. E anche in questo caso la risposta di Koulibaly è stata da gigante: “Tante persone mi hanno chiamato anche da Firenze chiedendomi di incontrare questo ragazzo. Per me non ci sarebbero problemi, sarebbe un bel modo per capire cosa sia successo nella sua testa. È una lotta a cui tengo tanto quella contro il razzismo e dobbiamo continuare a lottare”. Perché il razzismo, almeno nel calcio, si sconfigge anche così.