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Il caso di Kamila Valieva, la 15enne positiva all’antidoping che potrà gareggiare lo stesso alle Olimpiadi

La pattinatrice russa 15enne Kamila Valieva potrà scendere in pista domani alle Olimpiadi invernali di Pechino nonostante sia risultata positiva a un test antidoping dello scorso dicembre: dovesse arrivare tra le prime tre, non riceverà però alcuna medaglia

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Dovesse arrivare sul podio, eventualità molto probabile visto che è favorita per l’oro, la 15enne pattinatrice russa Kamila Valieva non potrà ricevere alcuna medaglia: lo ha stabilito il Comitato olimpico internazionale (Cio) dopo la decisione del Tas di revocare la sospensione della giovanissima atleta per essere risultata positiva a un test antidoping dello scorso 25 dicembre.

Il caso di Kamila Valieva, la 15enne positiva all’antidoping che potrà gareggiare lo stesso alle Olimpiadi

Domani potrà quindi partecipare alla gara di pattinaggio singolo femminile. In conferenza stampa il direttore generale del Tas, Matthieu Reeb, ha spiegato i motivi dietro la decisione, presa “su circostanze eccezionali”. Sono l’età dell’atleta, che avendo meno di 16 anni è una “persona protetta” secondo il codice internazionale, il “danno irreparabile” all’integrità e regolarità delle gare che una sospensione avrebbe comportato, e la tardiva decisione di sospenderla – arrivata soltanto l’8 febbraio – senza che all’altleta venisse data l’opportunità di difendersi. Il collegio costituito ad hoc per il caso, presieduto dall’italiano Fabio Iudica, avvocato e docente di diritto sportivo, ha soltanto revocato la sospensione, quindi resta l’eventualità di una squalifica futura – anche retroattiva – decisa dalla Wada.

Kamila Valieva era stata trovata positiva alla trimetazidina, farmaco che solitamente viene somministrato per curare l’angina. Il rilevamento risale al 25 dicembre scorso in occasione dei Campionati nazionali a San Pietroburgo, ma la positività è stata resa nota dal laboratorio accreditato Wada di Stoccolma solo l’8 febbraio, pare causa rallentamenti dovuti al coronavirus. Il via libera del Tas ha fatto esultare il Comitato olimpico russo: “Domani l’intero Paese sosterrà lei e tutte le nostre meravigliose pattinatrici nella competizione individuale”. Dagli Stati Uniti invece non si nasconde la delusione per l’esito del ricorso. “Questo sembra essere un altro capitolo del sistematico e pervasivo disprezzo per lo sport pulito da parte della Russia”, ha affermato Sarah Hirshland, a capo del Comitato olimpico USA.