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Cos'è l'alopecia, la malattia autoimmune di cui soffre Jada Pinkett Smith

@neXt quotidiano|

Jada Pinkett Smith

La reazione del marito Will Smith durante la serata degli Oscar ha rappresentato il classico colpo di scena di cui, inevitabilmente, tutti stanno parlando in queste ore. Quel pugno – o schiaffone – dato al comico Chris Rock dopo una battuta sulla moglie, sta facendo molto discutere. Tutto nasce dal fatto che Jada Pinkett Smith, sposata con il neo-premio Oscar, soffra da anni di alopecia. E, di fatto, quella battuta era riferito proprio ai capelli delle donna.

Jada Pinkett Smith e l’alopecia, cos’è la malattia

Una malattia scoperta diversi anni fa. Era il 2018 quando Jada Pinkett Smith iniziò a riscontrare sulla sua testa una perdita di capelli a chiazze. Una patologia che lei raccontò così:

“Mi hanno fatto un sacco di domande sul perché io porti il turbante, la risposta è che ho un problema di perdita di capelli. Guardate, è comparsa così. Per me ora è più difficile nascondere, perciò ho deciso di condividere con voi in modo che non abbiate domande. Mi raso fino al cuoio capelluto, altrimenti sembra che sia stata operata alla testa, o qualcosa del genere. Credo proprio che io e l’alopecia diventeremo amici, punto. Un giorno, all’improvviso, ho dovuto affrontare questo problema. Che era impossibile da nascondere, così ho deciso di condividerlo con tutti. Sulle zone calve posso metterci degli strass o delle coroncine. Arrivata a questo punto, ho imparato a sorriderci sopra, anche perché non ci sono altre alternative. Prendermi cura della mia chioma era uno splendido rituale di bellezza. Ma cosa fai quando scopri di non avere più scelta? Sotto la doccia sono rimasta con una ciocca di capelli in mano, ho davvero tremato dalla paura”.

La soluzione, dunque, è quella di rasarsi completamente la testa. E sui social Jada Pinkett Smith non lo ha mai nascosto, apparendo più volte senza copricapo o foulard a celare la sua testa. Ma di cosa si tratta esattamente? Quella di cui soffre la moglie di Will Smith è l’alopecia cicatriziale.

Come spiega la Sitri (la Società italiana di Tricologia), questa patologia è molto invasiva, soprattutto per via dei suoi effetti evidenti a livello estetico.

“Tale patologia può interessare primitivamente il follicolo pilifero o la cute e l’esito finale è sempre la distruzione del follicolo pilosebaceo con alopecia definitiva. Compito del medico è porre una corretta diagnosi per evitare al paziente cure inutili o per instaurare prontamente una terapia corretta che, in molte di queste forme a carattere progressivo, potrà portare ad arresto dell’evoluzione alopecizzante. Quando il processo patologico sarà arrestato la terapia di queste forme diventerà chirurgica”.

Si tratta di una malattia auto-immune, con il sistema immunitario che tende a distruggere le cellule staminali alla base dei bulbi piliferi, provocando la caduta dei capelli e la loro crescita uniforme su tutta la base del cranio.