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La straordinaria impresa dell'Italvolley: Campioni del mondo 24 anni dopo l'ultimo trionfo | VIDEO

@Enzo Boldi|

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Nel 1998 molti dei protagonisti della serata di trionfo in Polonia non erano ancora nati. Altri erano talmente piccoli da non avere una memoria tangibile (se non quella dei riflessi filmati delle teche) di quel grandissimo successo che portò l’Italvolley a concludere un grande percorso di vittorie con il Mondiale (all’epoca era il terzo) conquistato. In campo c’era anche Fefè De Giorgi che, domenica sera, ha guidato dalla panchina quel gruppetto di ragazzi che ha tinto, ancora una volta, di azzurro la storia della pallavolo.

Italvolley, il trionfo della Nazionale ai Mondiali 24 anni dopo

3 set a 1 contro i padroni di casa della Polonia che venivano dalla vittoria di due Mondiali di fila. Ma gli azzurri dell’Italvolley non si sono lasciati intimorire e hanno proseguito nel loro percorso netto (nessuna sconfitta e solamente 4 set persi nel corso di tutto il torneo) e dopo i timori per non aver vinto il primo set, si sono ripresi nel miglior modo possibile. Grande protagonista della rimonta è stato il capitano, Simone Giannelli (nominato miglior giocatore della competizione), che nonostante la giovane età gioca come un veterano.


E con lui tutti gli altri protagonisti di questa grande impresa. L’età media di questa Nazionale si attesta sui 24 anni, stesso lasso temporale che ha separato l’ultimo successo Mondiale da quello conquistato ieri sera in Polonia. Ragazzi d’oro, come Giannelli e Michieletto che “disegnano” un angelo tra i petali dorati lanciati dopo la consegna della coppa e delle medaglie.

Giovani in campo sotto la guida di Fefè De Giorgi. Proprio il tecnico pugliese, nel 1998, era in campo a conquistare il terzo Mondiale nella storia dell’Italvolley. Lui, protagonista di quella generazione di fenomeni che salì sul tetto del mondo facendo una tripletta (’90, ’94 e ’98) ha forgiato questa squadra vincente. Puntando sui giovani e lasciando a casa alcuni mostri sacri che hanno fatto la storia recente della nostra Nazionale. E i primi segnali di questa nuova generazione vincente erano arrivati con l’oro agli ultimi Europei. E ora si aprono le porte al futuro. Che è già presente.