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In Afghanistan i talebani hanno vietato alle donne anche l'accesso all'Università

Asia Buconi|

talebani afghanistan

Le donne sono sempre più fuori dallo spazio pubblico in Afghanistan. Dopo il disimpegno statunitense e l’instaurazione del regime talebano, l’emarginazione femminile è tornata triste protagonista nel Paese. Non è bastato escludere le donne dalle palestre, dai parchi pubblici e dai luna park della Capitale Kabul. Non è bastato impedire alle afghane di viaggiare senza un accompagnatore di sesso maschile o di imporre di indossare l’hijab o il burqua quando sono fuori casa. Non è bastato neanche escluderle dal mondo del lavoro e dalle scuole superiori. Adesso le donne in Afghanistan non potranno più neanche andare all’università.

I talebani vietano l’università alle donne: la condanna della comunità internazionale

La notizia dell’esclusione delle donne dall’Università è stata data ieri dal ministro dell’Istruzione superiore Neda Mohammad Nadim, esponente della linea dura religiosa ed ex governatore: “Siete tutti informati di attuare il citato ordine di sospensione dell’istruzione delle donne”. Appena eletto, Nadim aveva già provveduto ad esternare il suo chiaro punto di vista sull’istruzione femminile, da lui considerata non islamica e contraria ai valori afghani. Il nuovo divieto verrà sottoposto al G7 a presidenza tedesca di domani, con la ministra degli Esteri della Germania Annalena Baerbock che, esprimendo la sua contrarietà, ha affermato che i talebani stanno “distruggendo il futuro delle ragazze e delle donne in Afghanistan”.

Anche gli Stati Uniti hanno espresso la propria preoccupazione tramite il portavoce del dipartimento di Stato americano Ned Price, che ha sottolineato come “gli Usa non possono avere una relazione normale con i talebani se prendono decisioni del genere”. Si è detto “profondamente preoccupato” anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha esortato a “garantire parità di accesso all’educazione a tutti i livelli” perché tale negazione non solo viola l’uguaglianza dei diritti delle donne e delle ragazze, ma “avrà un impatto devastante sull’avvenire del Paese”.

Donne in lacrime dopo la decisione dei talebani. I colleghi uomini lasciano l’aula universitaria in segno di protesta

La decisione dei talebani di impedire l’accesso all’Università alle donne ha scatenato una serie di proteste in diverse aree del Paese. All’Università di Nangarhar, a est di Kabul, studenti e studentesse hanno scandito lo slogan “grande istruzione per tutti o per nessuno”. Mentre le ragazze che hanno tentato di manifestare di fronte all’Università di Kabul sono state bloccate dalle forze di sicurezza. A Badakhshan, alcune studentesse che tentavano di entrare nella loro università sono state respinte a suon di frustate dai talebani.

Oggi, che è il primo giorno in cui il divieto è entrato in vigore, molte donne sono state immortalate in lacrime e nel consolarsi a vicenda fuori un’università di Kabul. Le ragazze non vogliono più essere condannate all’ignoranza. E al loro appello si sono uniti anche alcuni studenti uomini che, sempre all’università di Nangarhar, hanno abbandonato le lezioni in segno di protesta, applauditi dalle colleghe.

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