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Irina Aleksandrova e la cena con Salvini e Savoini

Irina Aleksandrova, dunque, compare già qui ed è lei stessa a spiegarlo ai magistrati. Nel pomeriggio di quel giorno, poi, Salvini incontra in modo riservato il vicepremier russo all’energia Dimitry Kozak

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Il Fatto racconta oggi che Irina Aleksandrova, la giornalista dell’agenzia di stampa Tass che aveva intervistato Matteo Salvini durante uno dei suoi viaggi a Mosca e che è andata a testimoniare alla procura di Milano nel caso dell’hotel Metropol, ha raccontato di aver cenato con il Capitano e con Gianluca Savoini in quattro occasioni, in particolare anche la sera prima dell’incontro che ha generato il caso Rubligate.

Quel 17 Salvini è a Mosca per presenziare a un convegno organizzato da Confindustria Russia e dal suo presidente Ernesto Ferlenghi, già manager di Eni in Russia. L’allora ministro parla in una sala dell’hotel Lotte davanti a molti imprenditori. Tra loro c’è anche la giornalista della Tass. Irina Aleksandrova, dunque, compare già qui ed è lei stessa a spiegarlo ai magistrati. Nel pomeriggio di quel giorno, poi, Salvini incontra in modo riservato il vicepremier russo all’energia Dimitry Kozak. Il vertice, mai appuntato sull’agenda ufficiale, avviene nello studio dell’avvocato Vladimir Pligin, personaggio molto vicino a Putin.

Il nome di Pligin viene citato più volte nell’ormai noto audio del Metropol. Secondo la registrazione doveva essere lui a dare il semaforo verde per l’operazione. A quel tavolo due dei tre russi, Andrej Kharchenko e Ilja Andreevich Jakunin, sono vicini a Pligin e al filosofo di estrema destra Aleksander Dugin, quest’ultimo conosciuto da Salvini e amico dello stesso Savoini. SECONDO quanto scritto sabato dall’Espresso nello studio di Pligin a tradurre per Salvini c’era la stessa giornalista. Il particolare, ieri, però non è stato confermato in Procura.

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Di certo la presenza di Aleksandrova è plausibile visti i rapporti con Savoini.

La vera domanda, però, è un’altra: all’incontro con il vicepremier russo oltre al capo della Lega c’era anche Savoini? Ieri in Procura la circostanza non è stata né smentita né confermata. Su questo si sta lavorando. Aleksandrova nel verbale non ne fa cenno. Spiega, invece, che la sera del 17 sarà a cena con i due leghisti e altre persone al ristorante Rusky all’85° piano del grattacielo Eye di Mosca.

Ai magistrati Irina dirà: “Ho chiamato Savoini per dirgli che lo avrei raggiunto al ristorante”. A quel tavolo, oltre a Salvini, Savoini e l a giornalista della Tass, c’erano Ferlenghi, Luca Picasso, direttore di Confindustria Russia e Claudio D’Amico, allora consulente di Salvini per le questioni strategiche. Dei commensali di quella cena nessuno, tranne Savoini, al momento risulta indagato dalla Procura di Milano.

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