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L’inchiesta Angeli e Demoni a Chi l’ha visto?

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Chi l’ha visto? di Federica Sciarelli si è occupato ieri di Angeli e Demoni, ovvero l’inchiesta sugli affidamenti di bambini di Bibbiano e della Val d’Enza che ha coinvolto anche l’onlus Hansel e Gretel e il sindaco PD Andrea Carletti, indagato per abuso d’ufficio.

L’inchiesta Angeli e Demoni a Chi l’ha visto?

Il servizio di Claudia Aldi e Laura Marano comincia con questo disegno di una bambina che rappresenta la madre e l’ex convivente di lei: l’uomo ha le mani allungate sulle parti intime ma le braccia le ha aggiunte una psicologa del servizio di neuropsichiatria infantile. Subito dopo si mostra la stanza dei regali, rimasti sotto chiave al buio di uno stanzino. Subito dopo è la volta della voce di una psicoterapeutica che dice a un bambino: “E’ come se dovessimo fare un funerale”, riferendosi al padre da dimenticare.

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L’inchiesta Angeli e Demoni riguarda dieci bambini affidati a famiglie a loro sconosciuti dopo essere stati portati via dai genitori: una manipolazione psicologica, secondo l’accusa, finalizzata ad incrementare le casse dell’onlus Hansel e Gretel di Moncalieri. Maltrattamenti, falso in atto pubblico, violenza privata, peculato d’uso tra i reati: 27 indagati tra cui Claudio Foti e Nadia Bolognini, oltre a una coppia affidataria omosessuale, due donne, per maltrattamenti.

Claudio Foti, Nadia Bolognini e l’onlus Hansel e Gretel

Le intercettazioni e le drammatizzazioni raccontano di una bambina che viene convinta a non vedere il padre perché aveva paura della sua vendetta. La bambina non riesce a “ricordare” che aveva detto di non vedere più il padre, e la dottoressa insiste fino a sottoporla a “lavaggi del cervello” e maltrattamenti, secondo l’accusa della procura.

Le due mamme affidatarie di Speranza (il nome è fittizio) la maltrattano: una delle due mamme la fa scendere dall’auto e la lascia sotto la pioggia dicendo: “Scendi dall’auto porca puttana, io non ti voglio più”.

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La macchinetta dei ricordi

Poi c’è la storia della macchinetta dei ricordi, che viene utilizzata per far “ricordare” ai bambini le cosiddette violenze che però i bambini, nella testimonianza, non ricordano. “Faceva sesso, faceva avanti e indietro, lui dopo si bagnava…”, dice ancora la psicologa mentre interroga un’altra bambina. Una bimba racconta omicidi plurimi e riti sessuali sui bambini avvenuti la notte di Halloween. Per il Gip la psicoterapeuta avrebbe fomentato i racconti per far ricordare un passato buio e doloroso.

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Nel racconto c’è anche la storia di una cuoca che diventa affidataria di due bambini: arrivavano le fatture delle sedute e lei li girava alla Hansel e Gretel. Ci sono poi altri genitori che hanno avuto a che fare con i servizi sociali della zona e raccontano di problemi avuti da familiari: una donna racconta di una lettera arrivata dai servizi sociali in cui il fratello veniva minacciato di togliergli i bambini, una procedura fermata tramite un avvocato. Un’altra donna spiega che sono stati quattro anni sotto l’assistenza: “Lei arrivava a casa mia e scriveva che c’era una situazione di degrado e che non c’era un ambiente adatto per la bambina, che allora aveva 11 anni. Mandavano al tribunale di Bologna le relazioni finché il giudice-psicologo non ha bloccato tutto e ha lasciato la bambina a vivere con me. Quando hanno capito che non sarebbe stata spostata non si sono più fatti vedere”.

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