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“Immuni obbligatoria”: il retroscena sull’app per usare i trasporti pubblici

Sembra però davvero improbabile che Immuni possa diventare obbligatoria per usare servizi essenziali come i trasporti pubblici. Ecco perché

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La Stampa pubblica un retroscena a firma di Ilario Lombardo che spiega che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte starebbe pensando di rendere obbligatorio scaricare l’app Immuni per poter usare i trasporti pubblici o per entrare in un ristorante:

Al punto che adesso il presidente del Consiglio, d’accordo con gli esperti, sta maturando la convinzione di renderla obbligatoria. Sabato è uscito allo scoperto il capo politico del M5S Vito Crimi: «Occorre potenziare l’utilità di Immuni, rendendola obbligatoria per l’accesso a determinati luoghi o servizi e verificando che tutto il sistema sanitario sia in grado di sfruttarne le potenzialità».

app immuni

 

Crimi non parla a caso. A Palazzo Chigi hanno letto con attenzione il monito del Comitato tecnico-scientifico, sintetizzato nel documento dell’altro ieri, dove si parla di «assoluta esigenza di tempestiva diagnosi, monitoraggio ed efficace tracciamento dei contatti». Ristoranti, locali e mezzi di trasporto sono luoghi dove secondo il premier è immaginabile applicare l’obbligatorietà della app. Il punto è capire come farlo, viste le complicate implicazioni sulla privacy e i risvolti costituzionali. Intanto nel Dpcm si rende obbligatoria la registrazione della notifica da parte delle Asl

Sembra però davvero improbabile che Immuni possa diventare obbligatoria per usare servizi essenziali come i trasporti pubblici. Infatti gli italiani che hanno telefoni di vecchia generazione sono tagliati fuori dalla possibilità di contribuire al tracciamento del contagio. È il caso di chi usa iPhone 6 (in vendita dal 2014) o modelli precedenti: questi dispositivi Apple non sono abilitati perché non aggiornabili alla versione più recente del sistema operativo (iOS 13.5). Qui una lista esauriente dei dispositivi che non sono abilitati a scaricare Immuni. Prima di impedire a qualcuno di salire su un bus se non ha scaricato la app bisognerebbe dargli la possibilità di avere un telefono che gli permetta di farlo. Ma l’idea di un “bonus smartphone” sembra davvero una barzelletta.

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