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Ilaria Di Roberto: l’indagine sulla vittima di revenge porn

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Ilaria Di Roberto,  29enne di Cori, piccolo centro in provincia di Latina, è passata negli ultimi due mesi da sconosciuta aspirante scrittrice a simbolo nazionale del cyberbullismo perché aveva denunciato qualche tempo fa la presenza di un centinaio di sue foto in un sito pornografico alla voce “Ilaria vogliosa di c…”. Una pagina che parrebbe essere stata caricata tre anni fa.

Ilaria Di Roberto: l’indagine per revenge porn sulla vittima di revenge porn

Secondo quanto riportato dalla ragazza, il suo volto sarebbe stato inserito, con fotomontaggi, in video e fotografie finite su un sito porno, dove è stato creato ad hoc un profilo a suo nome con risvolti particolarmente volgari. Nel settembre scorso la ragazza aveva raccontato di domini Instagram hackerati, profili Facebook clonati e messaggi che le erano arrivati con offese e minacce oltre a ordini su siti di vendita e altre stranezze.

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La ragazza  ha raccontato anche di essere stata truffata da una cybersetta, che l’avrebbe anche costretta a tatuarsi il loro simbolo e a firmare una cambiale dopo una seduti di ipnosi telefonica. La cybersetta con sede in Sicilia, controllata da una società LTD londinese, era composta da un guru della “mente” specialista in ipnosi, da una segretaria fedelissima e da altri adepti, nella quale la ragazza era stata irretita quando cercava lavoro.

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La ventinovenne, stando alla denuncia presentata alla procura di Latina, sarebbe stata indotta dal titolare, dopo una seduta di ipnosi telefonica da parte del “santone” della setta, a firmare una cambiale da 40 mila euro per l’ acquisto di alcune quote dello studio esoterico, a tatuarsi sulla spalla sinistra una stella circondata da una scritta con il nome della società, a sottoscrivere perizie giurate da presentare in tribunale senza possedere alcun titolo per farlo.

Ilaria di Roberto e il revenge porn

Adesso però Repubblica Roma in un articolo a firma di Clemente Pistilli racconta un’altra storia: alla polizia postale sono arrivate le denunce di due giovani, che dopo aver avuto dei rapporti con Di Roberto si sarebbero trovati il loro nome e il loro numero di telefono su un sito porno, venendo tempestati di telefonate di uomini che chiedevano loro prestazioni.

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Latinatu però ha scritto qualche tempo fa qualcosa che sembra collegato proprio a questa vicenda:

Un numero di telefono che rimanda ad uno dei profili fake del suo amico era riconducibile ad Ilaria, connesso col suo dispositivo cellulare. Un furto di identità in piena regola, tanto è che non c’è nessun sospetto da parte dell’amico su Ilaria nonostante la sua famiglia le attribuisca la colpa di tutto. La prova, inoltre, che non fosse lei ad aver architettato tutto – e se fosse stato vero, ci sarebbe stato del comportamento quantomeno bipolare – è che all’amico continuarono a partire e ad arrivare i messaggi stile “haters” anche quando Ilaria si trovava a sporgere denuncia alla polizia postale.

Intanto, scrive Repubblica, ieri mattina per quella che era la vittima per eccellenza del revenge porn sono arrivate perquisizione e denuncia.

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