Opinioni

Il terrorismo del Family Day funziona

Il terrorismo del Family Day funziona. Anzi, va proprio alla grande. Per lo meno a leggere i risultati di un sondaggio condotto da Ixé per Agorà, che dice che il 50% degli intervistati, se fosse in Parlamento voterebbe a favore del Ddl Cirinnà sulle unioni civili. Una settimana fa era il 53%. Il 43% voterebbe contro mentre il 7% non prende posizione. Lo stesso campione statistico, alla domanda più esplicita sulle adozioni per i gay, ha risposto in modo diverso: il 20% e’ favorevole (7 giorni fa era il 24%), il 73% contrario (il 29 gennaio era il 67%).

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Il sondaggio di Agorà su adozioni per i gay

 
Ricordiamo però agli astanti – e ai sondaggisti – che le adozioni gay NON fanno parte del DDL Cirinnà. La stepchild adoption è infatti un caso particolare di adozione che presuppone la presenza nella coppia del GENITORE BIOLOGICO dell’adottato. Ovvero, per esserci la stepchild adoption è necessario che l’adottato sia figlio di uno dei due. Mentre le adozioni tout court, come sappiamo, riguardano soggetti che non sono biologicamente legati alla famiglia che li accoglie (sono figli di altri, padre e madre). Ma le balle servono alla propaganda. Come il pane.
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Il sondaggio di Agorà sulle Unioni Civili e le adozioni 1

Come abbiamo scritto in altre occasioni, infatti, la Stepchild Adoption secondo i penitenti del Circo Massimo il DDL Cirinnà introdurrà l’adozione per i gay e conseguentemente anche l’utero in affitto (altrimenti detta maternità surrogata). La questione qui è abbastanza semplice, e solo dei mistificatori di professione potrebbero pensare che il DDL Cirinnà introdurrà in Italia l’utero in affitto poiché è una pratica vietata nel nostro Paese e la legge sulle unioni tra persone dello stesso sesso non introduce nessun cambiamento in questo senso al quadro normativo generale che è quello stabilito dalla Legge 40 sulla fecondazione assistita. Riguardo l’adozione per i gay, la stepchild adoption non consente alle coppie omosessuali di adottare figli (anche se in questo non ci sarebbe nulla di male, a mio avviso). La stepchild adoption è il riconoscimento, da parte di uno dei due coniugi, dei figli del coniuge (stepchild in inglese significa figliastro). In sostanza se i due contraenti l’Unione Civile (chiamarlo matrimonio sembra eccessivo ad alcuni) hanno dei figli la legge dà la possibilità di includerli nel nuovo nucleo familiare. Si tratta quindi di un’adozione sì, ma del figlio (o dei figli) del partner che smette così di essere “il partner” e diventa genitore (anche se non a tutti gli effetti). Questa eventualità è già prevista per le coppie eterosessuali dall’articolo 44 comma b della legge 184/83 del 4 maggio 1983 recante la Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori. In particolare l’art. 44 prevede che I minori possono essere adottati anche dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell’altro coniuge. Ed infatti il disegno di legge sulle Unioni Civili va a modificare proprio l’art.44; all’articolo 5 della legge di regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze si legge:

(Modifiche alla legge 4 maggio 1983 n. 184)
1. All’articolo 44 lettera b) della legge 4 maggio 1983, n. 184 dopo la parola «coniuge» sono inserite le parole «o dalla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso».

Va inoltre sottolineato che la Stepchild Adoption non è una norma che viene incontro ad un “capriccio” delle coppie omosessuali ma crea invece una forma di tutela per i diritti dei bambini che sono figli biologici di uno dei due coniugi. Ancora una volta il movimento che per non dire di essere contro i diritti degli omosessuali si racconta di essere a favore dei diritti dei bambini fa finta di non accorgersi di non fare nulla per il bene di quei bambini che sono figli biologici di un genitore omosessuale. Cosa succederebbe se quel genitore morisse? Siamo davvero sicuri di voler strappare un bambino ai suoi affetti solo in nome dell’odio nei confronti degli omosessuali? Bel modo di pensare ai bambini, ai loro diritti e al loro benessere. Cosa propongono questi cattolici così preoccupati dalla sorte dei bambini? Bisogna forse togliere la patria potestà al genitore biologico perché convive con un partner dello stesso sesso? Eppure la giurisprudenza è abbastanza chiara nel dire che è “preferibile salvaguardare il rapporto affettivo già in atto anzichè instaurare un’adozione legittimante con una coppia sconosciuta”. Anche senza la legge sulle Unioni Civili e la Stepchild Adoption alcune coppie omosessuali hanno già ottenuto dal tribunale l’affidamento congiunto dei figli, è il caso della sentenza n. 299 del Tribunale dei minorenni di Roma emessa il 30 luglio 2014 che ha stabilito che la figlio di una donna recatasi in Spagna per poter rimanere incintatramite la fecondazione assistita poteva essere adottata dalla convivente. In particolare il Tribunale rilevava che:

Esclusivamente per l’adozione legittimante (nazionale ed internazionale) viene richiesto che ad adottare siano due persone unite da rapporto di coniugio riconosciuto dall’ordinamento italiano; ma nel nostro sistema il legislatore ha introdotto una seconda forma di adozione – l’adozione in casi particolari- in base alla quale, nell’interesse superiore del minore, la domanda di adozione può essere proposta anche da persona singola, ai sensi del combinato disposto dell’art. 44 lettera d) e dell’art. 7 della medesima L. 184/83. Nessuna limitazione è prevista espressamente, o può derivarsi in via interpretativa, con riferimento all’orientamento sessuale dell’adottante o del genitore dell’adottando, qualora tra di essi vi sia un rapporto di convivenza.

Bisogna inoltre ricordare che l’adozione in casi particolari si propone di tutelare “la realizzazione del preminente interesse del minore” tenendo presente in primo luogo l’idoneita’ affettiva e la capacita’ di educare e istruire il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l’ambiente familiare degli adottanti come stabilito dall’art. 57 della già citata legge n. 184/1983.
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Esiste inoltre un’altra sentenza, questa volta della Corte di Cassazione che ha disposto l’affidamento esclusivo di un figlio alla madre e alla sua compagna nonostante il ricorso dell’ex-coniuge (e padre del bambino) della donna. La Corte ha così motivato la sentenza:

non sono poste certezza scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale. In tal modo si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino, che dunque la Corte d’appello ha preteso fosse specificamente argomentata

In parole povere anche senza la Stepchild Adoption le coppie omosessuali possono già ottenere il riconoscimento del figlio biologico di uno dei due partner. Il DDL Cirinnà intervenendo proprio sul punto dei casi particolare di adozione andrebbe in sostanza a semplificare la procedura di riconoscimento. Che, ripeto ancora una volta, esiste già.

Leggi sull’argomento: Tutte le balle del Family Day sulla stepchild adoption