Economia

Il rischio Grexit

Adesso la Grexit diventa un rischio vero. L’Unione Europea oggi ha cominciato a discutere formalmente per la prima volta di un default della Grecia, secondo quanto hanno fatto sapere a Reuterse e Bloomberg diversi funzionari della zona euro. La data da ricordare è quella della fine del mese, quando Atene dovrà rimborsare il Fondo Monetario Internazionale di 1,6 miliardi di euro, dopo aver saltato la rata dell’inizio di giugno.

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Cosa succede se la Grecia esce dall’euro (Repubblica, 25 maggio 2015)

IL RISCHIO GREXIT
Il governo greco è stato avvertito dai suoi partner di smettere di reagire alle richieste dei creditori e presentare un piano di accordo al fine di evitare il rischio di un default, riferisce l’edizione online del quotidiano ateniese To Vima citando l’agenzia Bloomberg secondo la quale Atene avrebbe ricevuto un ultimatum di 24 ore per fornire proposte all’Euro Working Group. L’agenzia di stampa ha citato un anonimo funzionario secondo il quale i politici coinvolti nelle trattative stanno esaminando tutte le opzioni e gli scenari disponibili qualora la Grecia rifiutasse di rispettare gli avvertimenti, compresa la possibilità di essere messa fuori dalla zona euro. Ekhatimerini spiega che adesso sono tre gli scenari possibili. Il primo è quello di un accordo che arrivasse in extremis per rispettare le scadenze di fine giugno. Il secondo scenario comprende invece un’estensione del programma di bailout che scade a fine giugno. La terza ipotesi è quella più terrorizzante per la Grecia e l’Eurozona: la Grexit. Ed è proprio del terzo scenario che si è cominciato a discutere nel corso dei lavori preparatori dell’Eurogruppo della prossima settimana. Gran parte delle fonti ritiene improbabile che un accordo con Atene possa essere concluso in tempo per sbloccare i 7,2 miliardi ancora disponibili nell’ambito del bailout. Fonti dell’eurogruppo fanno comunque sapere che quello di un default della Grecia è uno scenario che viene “citato come uno degli scenari che possono verificarsi quando tutto va male”, ma “non e’ lo scenario a cui stiamo lavorando ora”. Il numero uno dell’Eurogruppo, l’olandese, Jeroen Dijsselbloem, considera “inimmaginabile” un accordo sulla Grecia senza il Fmi e subito dopo spiega che “l’intesa deve essere appropriata e, se sara’ cosi’, anche il Fmi vi partecipera’”. Il negoziato, chiarisce, Dijsselbloem, resterà in fase di stallo finché non arriveranno “serie proposte” da parte di Atene. Sulla stessa linea il presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker, secondo il quale ora “la palla è nel campo greco”. Tocca ad Atene fare proposte credibili e poi si “ripartirà a livello tecnico”, mentre “la politica arrivera’ dopo”. Berlino precisa che, nonostante la mossa del Fmi, “la posizione della Germania non è cambiata”. E che l’ultima spiaggia per Atene è la riunione dell’Eurogruppo del 18 giugno. “Non ci sono altri incontri in programma” spiega. Ma sempre da Berlino la Bild pubblica la notizia secondo cui la cancelliera Angela Merkel si sta preparando alla Grexit. Secondo la Bild, la Merkel si e’ convinta che “il default della Grecia è probabilmente inevitabile”. E ora Berlino “in modo riservato” si prepara a questa eventualità. Tuttavia è la stessa Merkel a smontare la Bild, chiarendo che l’importante, in questa fase, è che tra Atene e i suoi creditori continui il dialogo.
Le scadenze della Grecia e il rischio Grexit (Il Sole 24 Ore, 28 aprile 2015)
Le scadenze della Grecia e il rischio Grexit (Il Sole 24 Ore, 28 aprile 2015)

UNA PRETATTICA?
E proprio a causa del rischio Grexit Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco che fino a qualche tempo fa si muoveva attorno ai 130 punti base è schizzato in pochi minuti fino a 143 punti con il rendimento dei decennali italiani che tocca il 2,3%, dopo aver aperto al 2,19% questa mattina. Ancora peggio fanno i Bonos di Madrid, con una performance negativa che porta lo spread della Spagna oltre quello italiano, a 145 punti base, per la prima volta da molti mesi.  Intanto il governo greco però sparge ottimismo: “Siamo più vicini che mai ad un accordo”, dice un funzionario di Atene aggiungendo che “domani ci sarà un nuovo incontro” tra i rappresentanti di Atene e i creditori a Bruxelles. Di certo, anche se si andasse verso la rottura, ai greci converrebbe sostenere il più possibile il contrario. Ma la possibilità che questa crisi nuova presupponga un accordo tra creditori e debitori non è da scartare.