Economia

Il ricatto di Renzi a Tsipras: l'accusa di Varoufakis

Dopo il tweet di ieri, Yanis Varoufakis è tornato a parlare di Matteo Renzi per la frase del premier che lo chiamava in causa durante la Direzione del Partito Democratico. L’ex ministro delle Finanze pubblica un post intitolato “Un messaggio per Renzi”, in cui ricorda che il premier ha detto che è felice che Tsipras si sia sbarazzato di lui, citando la sua “rimozione” come la giusta fine che devono fare quelli che dividono i partiti. Poi continua: “Renzi mi presenta come un apostata che ha lasciato Syriza e ora è rimasto solo. Ma la verità è più triste. A differenza di molti miei compagni, io sono rimasto fedele alla piattaforma politica di Syriza che ci ha permesso di vincere le elezioni il 25 gennaio e ha dato una speranza al popolo greco e a tutta l’Europa. La speranza di finirla con prestiti, salvataggi, aiuti disperati che sono costati cari all’Europa e hanno condannato la Grecia a una depressione economica permanente, usandola come prova per l’implementazione di politiche fallimentari nel resto d’Europa. Cosa è successo quindi? È successo che Tsipras, costretto da parte dei leader europei tra cui proprio Renzi (che ha rifiutato di discutere delle proposte greche), è stato sottoposto tra il 12 e il 13 luglio all’Eurogruppo a ricatti e pressioni disumane. Renzi ha giocato un ruolo fondamentale, recitando la parte del poliziotto buono, e dicendo ad Alexis che se non avesse ceduto lo avrebbero distrutto. Alexis e io ci siamo separati perché eravamo in disaccordo: io ho sempre pensato che quello dell’UE fosse un bluff, e in ogni caso a mio parere non avevamo il diritto di firmare un altro accordo che consegnava le chiavi dello stato greco alla Trojka. Questo è, e rimarrà, un disaccordo tra Alexis e me».

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Il tweet di ieri di Yanis Varoufakis in risposta a Renzi

Il messaggio di Varoufakis per Renzi

«Alexis – continua Varoufakis – ha operato una inversione a U rispetto alla politica di Syriza e accettato, come male necessario, prestito e memorandum della Trojka, e di conseguenza gran parte dei membri del partito ha deciso che non poteva seguirlo su questa strada. Non solo Unità Popolare, visto che anche Tasos Koronakis, segretario del partito, se ne è andato senza aderire alla piattaforma di Lafazanis. Non eravamo apostati, ma solo compagni in disaccordo con la trasformazione di Syriza nel nuovo PASOK (il partito socialista greco, ndr), e abbiamo rifiutato di entrare in Unità Popolare scegliendo di non schierarsi in queste elezioni tristi che hanno prodotto un Parlamento incapace di attuare il programma di riforme necessario per la Grecia».
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Infine Varoufakis chiude con il suo messaggio per Renzi: «Ho un messaggio per lei, signor Renzi: può gioire quanto le pare per il fatto che io non sia più ministro delle Finanze e non abbia un posto in Parlamento. Ma non si è “sbarazzato di me. Politicamente io sono vivo e vegeto, come mi ricorda l’affetto che incontro in Italia quando cammino per le strade. Ciò di cui lei si è sbarazzato con il golpe contro Tsipras è la democrazia greca, oltre che la sua integrità di democratico europeo e, forse, anche della sua anima. Ma per fortuna tutto questo non è irreversibile. Ma le toccherà fare ammenda per ritornare nelle fila dei democratici europei».

Le immagini di Varoufakis

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