Economia

Il piano per la Grecia

La Stampa pubblica oggi questa infografica che riepiloga termini e condizioni del piano di salvataggio per la Grecia firmato ieri da Alexis Tsipras all’Eurosummit. Il risultato significa una vittoria della linea tedesca a tutto campo, almeno nel breve periodo: Atene resta nell’euro ma i falchi a casa, che pure andranno ancora persuasi e corteggiati, possono dormire sonni più tranquilli. “Abbiamo qualcosa in mano adesso”, si commenta nella Cdu a proposito del fondo su cui la Grecia è chiamata a trasferire 50 miliardi di asset a tutela dei suoi creditori. Se Hans Werner Sinn, il severo economista dell’Ifo, osserva che di miliardi per Atene ce ne vorranno 50 all’anno, perfino Bild sembra ammansirsi. E dopo un’apertura dai toni delusi – “Dopo tutte le promesse che non ci sarebbe stato un terzo pacchetto di aiuti… 86 miliardi per i greci!” – in serata è tornato sulla storia della donna di ferro che schiaccia pisolini rigenerativi e resiste per 17 ore al tavolo delle trattative senza dormire. “Come fa?”. E se altrove esplode il malumore antitedesco, a Berlino si stenta a capire il perché di fronte alla situazione in cui Alexis Tsipras, e i governi prima del suo, hanno cacciato la Grecia. “Il catalogo delle crudeltà” ha prodotto “un’umiliazione voluta del popolo greco”, ha scritto Spiegel on line. Mentre per la Sueddeutsche Zeitung “Angela Merkel è riuscita a far rivivere l’immagine dei tedeschi brutti, avari e dal cuore di legno che si era appena sfocata. Per ogni cent che chiederà di spendere per i greci ai suoi contribuenti, dovrà impegnarne due-tre volte tanti per rilucidare questa immagine”. Ma il governo fa muro.

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L’infografica sul piano per la Grecia (La Stampa, 14 luglio 2015)

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