Economia

Il piano anti-austerità di Renzi e Padoan

Sette miliardi di euro di flessibilità dall’Unione Europea per le coperture della Legge di Stabilità 2015. Pari allo 0,4 in più nel rapporto deficit/pil rispetto a quanto proposto nel Documento di Economia e Finanza approvato la scorsa primavera, che fissava il rapporto all’1,8%. Il governo Renzi, scrive oggi Claudio Tito su Repubblica, sta conducendo con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan questa trattativa con la Commissione Europea, mentre il premier vorrebbe salire al 2,6%, ben al di sotto degli obiettivi di spesa di pochi mesi fa.

Un primo scomputo dello 0,1%, infatti, verrà chiesto in virtù delle riforme strutturali in corso di approvazione e applicazione. Un altro 0,1% fa riferimento agli investimenti che il nostro Paese dovrebbe fare il prossimo anno. Queste due “giustificazioni” sono formalmente previste come clausole nei Trattati. Le conversazioni informali con i membri della Commissione hanno già prodotto un risultato da questo punto di vista: il governo, insomma, ritiene di poter avere già il via libera per l’attivazione di queste due postille.
Poi c’è un altro 0,2% che viene definito “politico” ai piani alti dell’esecutivo. Appartiene cioè alla discussione diretta con i vertici dell’Ue. Ovviamente su questo il negoziato è molto più complicato. Non a caso in quasi tutti i colloqui riservati, il premier ricorda che lo stato di salute dei nostri conti pubblici è decisamente migliore di quello di altri partner europei.

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L’infografica di Repubblica sulle coperture della Legge di stabilità 2016 (La Repubblica, 16 settembre 2015)

Spiega il quotidiano che senza la “concessione” sarà difficile, se non impossibile, far quadrare i conti:

Naturalmente la concessione di questo “sconto” suppletivo comporterà per l’Italia un ulteriore ritardo nel rispetto di alcuni obiettivi fissati dal Fiscal compact: il cosiddetto Obiettivo di Medio Termine (la riduzione percentuale del debito) e il pareggio di bilancio. L’ulteriore margine dello 0,4% nel deficit costituisce dunque la premessa della Legge di Stabilità. Che dovrà trovare risorse per circa 16 miliardi allo scopo di non far scattare le clausole di salvaguardia: senza una effettiva “copertura”, infatti, il prossimo anno aumenterebbero l’Iva e le accise sulla benzina. Almeno altri 5 miliardi, poi, servono a coprire il taglio dell’Imu sulla prima casa.

Se tutto andrà come si aspetta il governo, le coperture effettive da trovare saranno quindi di altri 3 miliardi più i sette che mancano per la spending review. Renzi dovrà trovare così “solo” dieci per coprire i 27 miliardi di manovra.