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I locali che si vantano di non chiedere il Green Pass per far entrare i clienti

Palazzo Chigi ancora non ha deciso come estendere l’uso della certificazione verde, ma alcuni ristoranti, bar e alberghi già protestano

Il Pass non passa

Il governo ancora non ha deciso nulla, ma da giorni si parla di un’estensione del Green Pass anche per l’accesso a locali al chiuso (ristoranti, discoteche e altro) sul modello francese voluto da Macron. Ci saranno, ovviamente, delle distinzioni rispetto a quanto attuato nei giorni scorsi dai transalpini, ma la direzione che Palazzo Chigi vuole prendere è quella della prudenza. Alcuni ristoratori hanno già deciso di anticipare i tempi applicando “restrizioni” per accedere all’interno dello proprie strutture, attirando su di loro le ire dei no vax, come accaduto a “La Rotta” di Agrigento. Dall’altro lato della barricata ci sono locali che espongono cartelli che gridano: “Il pass non passa”.

“Il pass non passa”, i locali che si vantano di non chiedere il Green Pass

La campagna contro il Green Pass obbligatorio per i locali al chiuso si arrovella, come da tradizione, sulle piattaforme social. Non sono pochi i ristoratori, i proprietari di bar (ma anche anche di alberghi, come si può vedere dalle foto) ad aver condiviso sulle proprie pagine le immagini dei cartelli affissi all’ingresso.

Più puntuale delle lenticchie allo scoccare della mezzanotte a Capodanno, arriva il supporto alla mobilitazione “Il pass non passa” da parte del Consigliere Regionale del Lazio – eletto con il MoVimento 5 Stelle, prima della sua espulsione – Davide Barillari.

Una mobilitazione social preventiva, dato che al momento si tratta solamente di voci e non di una decisione effettiva. Perché oggi, dopo l’incontro preliminare di ieri, ci sarà una nuova riunione della Conferenza delle Regioni. Il leghista Fedriga, che ne è Presidente, si è detto contrario ma la maggior parte dei Governatori spingono affinché si arrivi a una soluzione per scongiurare eventuali chiusure di ristoranti e bar nei prossimi mesi. Il classico “prevenire è meglio che curare”.