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Il Natale di protesta della Francia contro la riforma delle pensioni di Macron

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Il Natale di proteste della Francia contro la riforma delle pensioni ha visto scendere in strada anche un gruppo di ballerine, che in tutù bianco hanno danzato alcune scene del Lago dei Cigni sui gradini del teatro dell’Opera di Parigi, a sostegno degli scioperi in corso. Sotto un cielo grigio, nel giorno della vigilia di Natale, circa 40 ballerine – accompagnate dai musicisti dell’Orchestra sinfonica di Parigi – hanno messo in scena il celebre balletto di Pyotr Tchaikovsky sullo sfondo di striscioni che recitavano “L’Opera di Parigi è in sciopero”, “La Cultura e’ in pericolo”. La contestata riforma delle pensioni voluta dal presidente, Emmanuel Macron, vuole eliminare più di 40 regimi pensionistici separati e sostituirli con un sistema a punti singoli.

Il Natale di protesta della Francia contro la riforma delle pensioni di Macron

Il progetto di riforma va a toccare anche il piano speciale di pensionamento di cui gode l’Opera di Parigi fin dal XVII secolo: prevede, tra le altre cose, la possibilità di smettere di lavorare a 42 anni con il massimo della pensione, 20 anni prima della media dei lavoratori. Un privilegio che ballerine e ballerini – che di solito iniziano a lavorare in tenera eta’ – sono destinati a perdere, se verrà introdotto la riforma contro cui sta scioperando da quasi tre settimane il settore pubblico, mettendo in ginocchio in modo particolare i trasporti.ù

Così, dopo il weekend di fuoco per i viaggiatori francesi, durante il quale sono stati cancellati quattro treni su cinque, nuovi scioperi sono previsti per domani (per esempio, interruzioni del servizio sono attese per il 40% dei treni Tgv e Ter, per parte dei treni Sncf e della metropolitana). Nella mattina di oggi, i manifestanti hanno brevemente interrotto il traffico sulla linea 1 della metropolitana di Parigi invadendo i binari della Gare de Lyon, un’azione “simbolica”, hanno spiegato i sindacati, il cui “obiettivo era dimostrare la determinazione dei manifestanti”. Al di là dei trasporti, le agitazioni interessano anche altri settori industriali: i sindacati hanno deciso di fermare la produzione in uno stabilimento del gruppo petrolifero Total, che rifornisce Parigi e la regione circostante. O ancora, una “vittima” eccellente delle tensioni sulle pensioni è l’Opera di Parigi: il teatro è fermo a causa degli scioperi dallo scorso 5 dicembre e, secondo il direttore Stephane Lissner, questo è già costato al teatro almeno 12 milioni di euro solo in mancati introiti al box office.

Il governo riceve i sindacati nel 2020

Nella serata del 23 dicembre è giunto l’atteso annuncio che il governo riceverà il 7 gennaio le parti sociali con cui discutere su alcuni dei punti più critici della riforma, tra cui quelli riguardanti le professioni usuranti e la gestione del ‘fine carriera’. A parlare con i sindacati saranno i ministri del Lavoro e della salute Muriel Pe’nicaud e Agne’s Buzyn e il segretario di Stato alle Pensioni, Laurent Pietraszewski. Il primo ministro Edouard Philippe “proporra’ un metodo di lavoro’ riguardante l’equilibrio del sistema pensionistico ‘durante la settimana del 6 gennaio’. Il presidente Emmanuel Macron e’ uscito dal silenzio che aveva mantenuto sulla protesta sabato scorso, durante una visita a Abidjan ricordando che ‘è un bene saper fare una tregua’ e facendo appello allo spirito di ‘responsabilita” degli scioperanti. Il nuovo segretario di Stato alle Pensioni, Pietraszewski, ieri ha sottolineato che le proposte messe sul tavolo a favore di Sncf e Ratp (trasporti parigini) ‘devono permettere di riprendere il lavoro’.

Il sindacato Cgt-Cheminots (ferrovieri) e Sud Rail, l’ala piu’ dura della protesta, pero’ sono di tutt’altro parere. Sono previste nuove iniziative ‘per festeggiare Natale con gli scioperanti’, ha indicato il segretario generale della CGT-Cheminots, Laurent Brun. Il numero uno del sindacato Force Ouvriere, Yves Veyrier, ha ribadito oggi che la riforma e’ ‘un errore storico’ e che deve essere ‘scartata’. Oltre ai trasporti, sono segnalate proteste in altri settori. Nelle Bouches-du-Rhone, la raffineria di Lavera è ferma, secondo la Cgt e a La Méde, il deposito petrolifero di Total e’ fermo dal 5 dicembre, data di inizio della protesta. Il Governo, che vuole sostituire i 42 regimi pensionistici attuali con un sistema universale e punti, ha escluso qualsiasi marcia indietro sulla soppressione dei regimi speciali, come quello delle ferrovie e dei trasporti locali parigini, che assicurano attualmente età di pensionamento più basse della media e calcoli dell’assegno più  favorevoli. Il braccio di ferro con i sindacati riguarda in particolare l’età-perno di 64 anni per avere una pensione completa, contro i 62 attuali (ma per i conducenti di treni è 52 anni), con un sistema di bonus-malus che dovrebbe incoraggiare a lavorare anche più a lungo. Il progetto di riforma dovrebbe andare al consiglio dei ministri il 22 gennaio.

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