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Il “Mafia Tour” su Tripadvisor nei luoghi dei clan a Napoli

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Un Mafia Tour pubblicizzato su Tripadvisor nei luoghi dei clan a Napoli. Il Mattino racconta dell’invenzione di  un ragazzo che ha girato mezzo mondo, su suggerimento di un avventore americano incontrato nella pizzeria con la porta crivellata dai proiettili dove ha lavorato, una volta rientrato. È dunque un affare, almeno tentato, per guadagnare di più. Pubblicizzato online con una formula spietata, diventata marchio all’estero, proprio per renderlo «unico».

Con tappe nel centro storico, a Forcella e nei Quartieri Spagnoli. E un valore aggiunto, in questo caso millantato: la giovane guida che accompagna su richiesta i visitatori, finora sette stranieri, scrive su TripAdvisor che «è cresciuta nel sistema». Altri annunci in italiano e in inglese si trovano su Airbnb (che in serata lo rimuove) e siti specializzati: tanto basta a scatenare le polemiche e a spingere i familiari delle vittime innocenti dei clan a parlare di «sfregio».

Con il sindaco Luigi De Magistris che avvisa: «Le organizzazioni criminali non possono diventare attrazioni turistiche». Ma il Cicerone -finto-gangster che, alle 16, in piazza Garibaldi è pronto a mostrare le zone un tempo pericolose, nemmeno si rende conto di aver creato un caso. Si schermisce, è pentito per quella frase: «Mica faccio parte del sistema, e non lo esalto, mostro  solo come funziona, per quello che si può vedere e senza mettere a repentaglio il portafoglio di nessuno…».

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Così il tour prende il via alla stazione. Vittorio Cuomo, la guida, indica subito un blindato dell’esercito. «Tutta la città è più sicura», dice con convinzione. Poi il 26enne chiarisce la differenza tra mafia e camorra («All’estero non fanno distinzioni, per questo l’iniziativa si chiama “Mafia tour”») e sostiene che«qui i clan danno fastidio a tutti, anche ai piccoli, cosa che non accade nei paesi siciliani, perché la popolazione è più numerosa». Ci sono, insomma tante, troppe bocche da sfamare.

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