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Il macabro turismo sul luogo della tragedia del Mottarone | VIDEO

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Mottarone

La tragedia della funivia del Mottarone è tornata a riempire le pagine di cronaca dopo che il piccolo Eitan Biran (unico sopravvissuto) è stato portato via da Pavia – dove viveva con la zia, nominata tutrice del piccolo dopo la morte dei genitori – dal nonno Shmuel Peleg, ora accusato di sequestro di persona aggravato. Forse, anche per tutto ciò, il luogo dell’incidente è diventato meta di un macabro turismo immortalato dalle telecamere di sicurezza dei Carabinieri di Verbania.

Mottarone, il luogo della tragedia è diventato meta di un macabro turismo

Nel filmato si vedono due giovani che “scavalcano” i sigilli di protezione che circondano il luogo in cui si è fermata la caduta della funivia del Mottarone, avvicinandosi ai resti. Si tratta, come spiegato dai Carabinieri di Verbania, di due fratelli (20 anni) che vivono ad Arona (in provincia di Novara). I due, immortalati dalle telecamera di sicurezza, sono stati denunciati per “violazione di sigilli e tentativo di rimozione di cose sottoposte a sequestro”, in concorso. E sul luogo della tragedia non erano soli: con loro c’erano anche le rispettive fidanzate che – però – non hanno oltrepassato quelle barriere che delimitano l’area posta sotto sequestro dallo scorso 23 maggio.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due giovani si trovavano in quella zona per una scampagnata con le rispettive compagne. Poi, durante la loro gita nel bosco, si sono trovati davanti al luogo che ospita ancora i resti della funivia caduta provocando 14 vittime. Non sapevano, probabilmente che quell’area era controllata con diverse telecamere di sicurezza che li ha registrati. Subito dopo aver oltrepassato i sigilli, infatti, i due fratelli sono stati raggiunti da una pattuglia dei Carabinieri che li ha individuati a pochi metri di distanza dal luogo della tragedia e condotti in caserma per essere identificati e denunciati.

(foto e video: Carabinieri di Verbania – VCO24)