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Il leghista Solinas, Presidente della Regione Sardegna, rinviato a giudizio per "abuso d'ufficio"

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Il processo inizierà il prossimo 15 dicembre e nelle aule giudiziarie il Presidente della Regione Sardegna dovrà rispondere dell’accusa di abuso d’ufficio. La decisione è stata presa nella tarda serata di lunedì dal gup di Cagliari in merito all’inchiesta che vedrebbe coinvolto Christian Solinas sulle nomine di due dirigenti all’interno del sistema amministrativo sardo. Contestualmente all’annuncio del processo, la stessa giudice dell’udienza preliminare ha condannato a 2 anni e 8 mesi Maria Grazia Vivarelli, capo di gabinetto della Presidenza della Regione, che aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato.

Solinas rinviato a giudizio per “abuso d’ufficio” in Sardegna

Una nuova grana, dunque, per la Lega e per il centrodestra. Christian Solinas, infatti, è stato eletto nel 2019 alla guida della Regione Sardegna. Nei mesi successivi, secondo le indagini oggetto dell’inchiesta, lo stesso Presidente avrebbe avuto un ruolo attivo nella nomina di due dirigenti: Silvia Curto alla direzione generale della Presidenza e Pasquale Belloi a capo della Protezione civile regionale. Lo scorso 30 maggio, nel giorno della sua prima udienza, il governatore leghista si era difeso sostenendo che non fosse suo compito valutare i “curricula” delle persone poi scelte, ma degli uffici regionali predisposti a queste funzioni.

Perché la norma regionale che regolamenta questo aspetto, la legge numero 31 del 1998, prevede che gli incarichi dirigenziali possano essere affidati solamente a personalità che abbiano già ricoperto ruoli analoghi – in strutture private o pubbliche – per almeno 5 anni. Insomma, si dovevano valutare curricula ed esperienze pregresse di gestione. Aspetti che né Silvia Curto né Pasquale Belloi avevano maturato nel corso della loro carriera. Per questo motivo Solinas dovrà rispondere dell’accusa di “abuso di ufficio”, per aver agito – sempre secondo l’accusa che lo vedrà imputato in tribunale il prossimo 15 dicembre – al di là delle norme, dei regolamenti e della legge sulle nomine dei dirigenti nella Regione che amministra.

(Foto IPP/Andrea Brintazzoli)