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Il crollo del soffitto nella galleria della A26

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Dopo il crollo del ponte Morandi sulla A10 e quello del viadotto Madonna del Monte sulla A6, un nuovo cedimento –stavolta sulla Genova Voltri – Gravellona Toce – alimenta la psicosi sicurezza sulle autostrade liguri. E proprio mentre la volta crollava, Roberto Tomasi, ad di Autostrade per l’Italia che ha in concessione A10 e A26, era a colloquio con il governatore Toti e il sindaco di Genova Bucciper contrattare un’esenzione dai pedaggi su alcuni tratti autostradali, viste le code chilometriche degli ultimi giorni a causa dei continui cantieri (due mesi fa erano più di cento in tutto l’arco ligure).

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Autostrade, le concessioni di Atlantia (Il Messaggero, 22 dicembre 2019)

Il primo comunicato di Autostrade parla del “distacco di una ondulina (una lastra da copertura, n dr) e di parti dell’intonaco a cui era collegata. Le cause sono in corso di accertamento”. Siamo a non più di sei chilometri dal viadotto Fado, che insieme al Pecetti era stato chiuso –e poi parzialmente riaperto –un mese fa su ordine dei magistrati di Genova, con il procuratore Franco Cozzi che descriveva un “gra ve stato di degrado”dovuto all’erosione del calcestruzzo. Per questo dalla Procura si guarda con estrema attenzione all’incidente in galleria. “Di sicuro c’erano preoccupazioni sulla sicurezza delle gallerie, anche per gli inadempimenti rispetto alla normativa europea”, dice una fonte investigativa di alto rango impegnata nelle indagini sul crollo del Morandi. Il riferimento è alla direttiva 54 del 2004, che imponeva agli Stati di adeguare le gallerie agli standard comunitari di sicurezza entro il 30 aprile 2019.

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