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Il crollo del fronte no euro in Grecia

neXt quotidiano|

svalutazione euro

Stefano Lepri sulla Stampa di oggi analizza un dato laterale ma interessante che viene dalle elezioni in Grecia che hanno visto il trionfo di Alexis Tsipras: il crollo del fronte anti-euro che aveva pensato di fare blocco contro il primo ministro greco. Alla fine il partito dell’ex ministro dell’Energia Lafazanis non riesce a superare la soglia di rappresentatività e raccoglie poco più di 154mila voti:
no euro unità popolare

E sì che la scissione di «Laikì Enòtita» (Unità popolare) era stata dolorosa. Aveva sottratto a Sýriza un deputato su sei tra gli eletti del 25 gennaio scorso, almeno un quarto dei militanti e l’intero movimento giovanile. Ma gli elettori sono andati nella direzione opposta. Hanno apprezzato la scelta responsabile di Tsipras: restare nell’euro anche a prezzo di nuovi sacrifici. L’uscita dall’euro non attrae nemmeno i cittadini del Paese che dalla crisi dell’unione monetaria ha più sofferto, per un misto di errori dell’Europa e dei suoi passati governanti. E’ risultato evidente che avrebbe soltanto accresciuto ancor più la miseria. Gli stessi ideologi di «Unità popolare» a tratti ne parevano coscienti; volevano però correre il rischio come via per uscire dal capitalismo.

Secondo il commentatore della Stampa oggi l’issue no-euro sembra in rapido declino, pur in un’Europa che ha mantenuto intatti i suoi problemi come si è visto nella crisi dei migranti:

La forza politica degli anti-euro, che un anno fa pareva emergere da molte parti d’Europa talora con un volto di estrema sinistra,talvolta di destra, talvolta non si sa come il Movimento5 stelle, è ora in rapida caduta. L’unico vero fenomeno nuovo a sinistra, Podemos in Spagna, si è schierato con Tsipras, e comunque è sceso ora nei sondaggi al 16-17%, terzo partito.