Fact checking

Se il Senato ospita convegni su omeopatia e «medicine non convenzionali»

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Il 29 settembre al Senato si terrà un simposio nazionale sulle medicine alternative, e il CICAP, il Comitato per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, insorge lanciando un appello al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Gualtiero Ricciardi e al Presidente del Senato Pietro Grasso. Il Senato non può diventare un luogo dove si fa promozione di metodologie mediche la cui inefficacia è scientificamente provata.
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Il raduno dei medici che “curano” con l’acqua fresca

Il convegno dal titolo “Le Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali nel Servizio Sanitario Nazionale per l’uguaglianza dei diriti di salute oltre le esperienze regionalistiche: Salutogenesi e Prevenzione, Formazione a Proflo Defnito, Buona Pratica Clinica, Ricerca Clinica No-Proft. Criticità, esigenze sociali, prospetive future: un confronto interdisciplinare” è stato organizzato dal Vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Maurizio Romani (Italia dei Valori ed ex Movimento Cinque Stelle) in collaborazione con l’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS-Ente Morale di Bologna, associazione che da tempo sostiene la validità e l’utilità dell’omeopatia e che è il partner principale del master di primo livello in Sistemi Sanitari, Medicine Tradizionali e Non Convenzionali del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca. All’incontro, al quale è invitata per cortesia istituzionale anche la Ministra della Sanità Beatrice Lorenzin, si parlerà di agopuntura, ayurveda, fitoterapia ma anche di antroposofia emedicina omeopatica. Nella sessione moderata da Roberto Gava, un medico padovano (e blogger del Fatto Quotidiano) noto per le sue posizioni antivacciniste (crede che i vaccini causino l’autismo), interverranno Simonetta Bernardini, Presidente della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata, Integrata, (SIOMI) nonché responsabile Centro di Medicina Integrata dell’Ospedale di Pitigliano (il cosiddetto “ospedale omeopatico” finanziato dal SSN) e Antonella Ronchi (Presidente della FIAMO, la Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati). Le due sono già state in passato autrici di uno spasso fact checkin delle affermazioni di Silvio Garattini contro l’efficacia terapeutica dell’omeopatia, fact checking che – strano a dirsi – fa acqua da tutte le parti. In quel documento ad esempio, Bernardini e Ronchi negavano nel modo più assoluto che i medici omeopati fossero soliti sconsigliare il ricorso alle vaccinazioni pediatriche. Strano però che abbiano accettato che la loro relazione al convegno del 29 settembre venisse moderata dall’omeopata antivaccinista Gava (peraltro iscritto FIAMO e SIOMI). Ci sarà anche Cesare Santi, Presidente Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (AMIOT), associazione che qualche tempo fa ci inviò un interessante comunicato stampa per spiegare che dal momento che i rimedi omeopatici non fanno male allora l’omeopatia è utile per il trattamento dei pazienti. Certo, poi ci sono anche quei casi di medici e pazienti che curano il cancro con l’omeopatia, ma questo – come quello dei vaccini – pare essere un tema che la cosiddetta medicina omeopatica sembra essere ancora restia ad affrontare apertamente. Del resto quando ci si pone al di fuori della scienza e del metodo scientifico anche fare autocritica risulta difficile: non ci sono i criteri per validare o confermare le teorie più bizzarre. Il CICAP sostiene infatti:

la necessità di fornire le prove delle proprie affermazioni. Tra le pratiche presenti nel programma del convegno, l’unica ad aver dato chiari risultati sperimentali positivi, pur con alcune limitazioni, è la fitoterapia. Pur riconoscendo il diritto individuale alla libertà di cura, riteniamo che il sistema sanitario nazionale, finanziato con denaro pubblico, debba garantire esclusivamente le terapie di efficacia dimostrata. Riteniamo irresponsabile che le più alte istituzioni pubbliche promuovano eventi antiscientifici, proprio nel momento in cui la cronaca riporta diversi casi di persone morte per avere abbandonato cure efficaci in favore di pratiche alternative. Chiediamo al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Gualtiero Ricciardi di prendere posizione contro questa pericolosa iniziativa e al presidente del Senato Pietro Grasso di promuovere attività di informazione corretta sulla salute

Non è strano che il Dottor Maurizio Romani, che da tempo si batte affinché le cure l’Epatite C vengano rese accessibili a tutti i malati, si faccia promotore di un convegno al quale prendono parte persone che spesso e volentieri negano i progressi scientifici della medicina moderna (ad esempio l’utilità del vaccino contro l’Epatite B)? No, perché guarda caso anche il Dottor Maurizio Romani è un “medico omeopata”, eppure – in quanto Vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità – Romani aveva dichiarato a Quotidiano Sanità che sul problema del calo delle vaccinazioni era necessario fare chiarezza e spiegare ai genitori che “non esiste nessun collegamento tra vaccini e autismo”:

Bisogna spiegare i vantaggi delle vaccinazioni ma senza nascondere i possibili effetti avversi. Bisogna dire senza paura che in medicina il ‘rischio zero’ non esiste ma, nel rapporto tra benefici e possibili controindicazioni, i primi si trovano in una posizione di assoluto vantaggio. È questo che va loro comunicato con grande schiettezza. Per essere più concreti, bisogna chiarire loro che, ad esempio, non esiste nessun collegamento tra vaccini e autismo, ma che è altrettanto vero che la vaccinazione può arrecare possibili disturbi. Nella assoluta maggioranza dei casi, però, questi disturbi non sono neanche lontanamente paragonabili alla possibilità di contrarre il tetano piuttosto che la difterite. È questo il messaggio che deve essere ben chiarito ai genitori.

Come si troverà Romani assieme al sopracitato Dottor Gava, che di questa inesistente correlazione è convinto assertore? Ma soprattutto quale sarà la posizione del Ministero e dell’ISS di fronte al fatto che al Senato della Repubblica si terrà un convegno dove si mira a chiedere “l’integrazione della spiritualità nei sistemi sanitari” proponendo anche l’adozione di pratiche terapeutiche come ayurveda, omeopatia e antroposofia che non hanno alcuna validazione scientifica. Eppure il nostro Sistema Sanitario si impegna (e i casi Di Bella e Stamina dovrebbero avercelo insegnato) a erogare e garantire unicamente terapie di comprovata efficacia. Il che per i meno attenti significa che si tratta di terapie che hanno superato un processo di validazione scientifica. Processo che mira anche ad individuare eventuali errori e a correggerli: per quanto riguarda l’omeopatia invece, nonostante ne sia sta scientificamente provata la totale inefficacia c’è ancora chi crede ad una teoria formulata duecento anni fa e mai dimostrata. Pensateci, sarebbe come credere che la terra è piatta, che il sole gira intorno al nostro pianeta o che l’Universo poggia sul dorso di una tartaruga. Fa ridere vero? Eppure c’è chi vorrebbe che teorie dal valore scientifico simile venissero insegnate nelle scuole e utilizzate per curare pazienti, a spese del SSN, ovviamente. Forse il calo delle vendite di rimedi omeopatici si sta facendo sentire e bisogna pur fare qualcosa.
EDIT: Ci scrive oggi l’ufficio stampa di AMIOT (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia) che ci invia la nota stampa di replica da parte dell’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS in merito al nostro articolo. Nella nota stampa, che riguarda solo marginalmente le questioni trattate nel pezzo, ci sono alcuni spunti di riflessione interessanti. Il primo riguarda l’affermazione secondo la quale ci sono “decine di migliaia di studi indicizzati su PubMed” che provano l’efficacia della Medicina non Convenzionale:

non è affatto vero che non esistano prove di efficacia delle MNC: gli studi indicizzati su PubMed sono decine di migliaia, anche su riviste a medio e alto impatto. Quegli stessi “estremisti in medicina” che per anni hanno ridicolizzato – solo per fare un esempio – l’agopuntura, ignorano deliberatamente ben 205 articoli scientifici pubblicati su questa disciplina non convenzionale, incluse le due ultime revisioni Cochrane sull’efficacia dell’Agopuntura. Oppure – per citare un altro esempio tra le pratiche mediche che saranno oggetto di dibattito nell’evento del 29/09 – attaccano la chiropratica, che è una professione sanitaria la cui preparazione accademica è molto vicina a quella della Medicina allopatica in contenuto e durata – da un minimo di 7 anni post-secondari negli Stati Uniti, ai 5 anni ciclo unico in Europa – che investe molto sulla ricerca ed è apprezzata dalle ricerche commissionate da governi di USA, Canada, Nuova Zelanda e Australia; tutto ciò è vero – in misura diversa – per i vari paradigmi di cura protagonisti dell’evento del 29/09 in Senato.

Secondo l’ufficio stampa di AMIOT (che è un associazione di omeopati) allora il fatto che esistano non meglio precisati studi riguardo l’efficacia dell’agopuntura e la chiropratica (discipline che non abbiamo minimamente discusso nell’articolo) allora significa che ci sono studi che dimostrano anche l’efficacia dell’omeopatia. Del resto lo scrive nero su bianco anche AMCP nella sua nota: “tutto ciò è vero – in misura diversa – per i vari paradigmi di cura” che saranno protagonisti del convegno in Senato. In realtà AMCP e AMIOT mentono sapendo di mentire. Perché, come ho già avuto modo di spiegare ad AMIOT qui, esiste uno studio molto approfondito (che stranamente gli omeopati contestano) che dimostra come l’omeopatia non solo non sia in grado di curare nulla ma come i risultati degli studi “scientifici” che pretendono di dimostrarlo (le migliaia di studi indicizzati su PubMed) siano stati in gran parte falsati per ottenere il risultato voluto. Continua la nota:

Tali risultati in termini di evidenze di efficacia sono certamente da non trascurare, se consideriamo che sono maturati in un ambiente denso di pregiudizi, dove da un lato si nega non solo la necessaria collaborazione interdisciplinare per fare ricerca, ma addirittura anche solo di “parlare e dibattere” di ricerca, tanto meno di immaginare percorsi di formazione adeguati, al contrario ad esempio degli USA, dove negli ultimi 10 anni il numero di Scuole di Medicina che offrono percorsi di studio sulle Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali è passato – secondo uno studio dell’University of Arizona Health Sciences – dal 68% al 95%;

Dimenticando di ricordare come in Spagna invece le università che offrivano master in Omeopatia (alcuni sponsorizzati dalla Big Pharma del settore Boiron) abbiano quasi tutte deciso di sospendere i corsi per apprendisti omeopati e mescolatori di zucchero e acqua. Il secondo aspetto riguarda una critica al concetto di evidence based medicine, che è il centro della critica di Chiara Lalli su Wired al convegno del 29 settembre. Secondo AMCP (e AMIOT a quanto pare) si può anche farne a meno perché l’autore del concetto di evidence based medicine aveva spiegato che esistono anche evidenze non scientifiche come quella interna riguardante l’esperienza dell’operatore e quella riguardante l’opinione del paziente.

chi critica questo evento e le Medicine Non Convenzionali cita ripetutamente il concetto di Evidence Base Medicine, a sottendere che questi modelli terapeutici sarebbero carenti di prove di efficacia. Ma lo stesso autore del concetto di “Evidence-based medicine”, il Dott. David Sackett, specifica che essa deve basarsi – pur con “pesi” diversi – su 3 pilastri di pensiero:

  1. evidenza “esterna”, ovvero ricerca scientifica;
  2. evidenza “interna”, ovvero l’esperienza dell’operatore, che – se non può essere ancora provata – non significa di per se che non sia vera;
  3. opinione del valore del trattamento dal punto di vista del paziente.

Coloro i quali criticano le MNC si ostinano invece a ignorare due di questi pilastri, e utilizzano metodi di ricerca che poco si applicano a una professione, quella medica, che si occupa di salute, e non solo di cura dei sintomi

Chi critica le MNC non ignora gli altri due pilastri, ho scritto infatti qui che il rapporto equipe-paziente è fondamentale per un corretto trattamento terapeutico, opinione che non è solo mia naturalmente ma anche di molti comitati di bioetica e pratica clinica. Da molto infatti in ambito clinico si sono discusse nuove modalità di approccio ai pazienti al fine di formulare una nuova “alleanza terapeutica” tra equipe medica e paziente che coinvolga anche i familiari del malato. Del resto lo stesso Sackett ebbe modo di precisare che “la EBM costituisce un approccio alla pratica clinica dove le decisioni cliniche risultano dall’integrazione tra l’esperienza del medico e l’utilizzo coscienzioso, esplicito e giudizioso delle migliori evidenze scientifiche disponibili, mediate dalle preferenze del paziente” ma chissà perché questa parte nella nota stampa se la sono dimenticata. In fondo è quello che è garantito dal nostro Sistema Sanitario Nazionale, che in ossequio al diritto sancito dalla Costituzione alla libertà di cura, garantisce ai pazienti le migliori cure scientificamente provate. E si ritorna così all’inizio: l’omeopatia non è scientificamente provata. L’omeopatia non ha alcun diritto di essere considerata un metodo terapeutico valido. Ma soprattutto la nota stampa di AMCP omette un particolare importantissimo: mentre la EMB non allontana il paziente dalle migliori cure disponibili chi propaganda l’omeopatia spesso e volentieri invita a diffidare delle terapie la cui efficacia è scientificamente provata (per i distratti è l’unico modo per provare l’efficacia di una terapia) rischiando seriamente di causare un danno molto più grave del male che pretendono di curare.