Economia

Il contributo a sorpresa per imprese e autonomi

Il Sole 24 Ore in un articolo di Poliotti e Tucci ci racconta dell’ultima sorpresa sul Jobs Act: un contributo per imprese e autonomi che scatterà come clausola di salvaguardia nel caso che la trasformazione di contratti a tempo indeterminato abbia più fortuna del previsto:
 

A sorpresa, nel testo “bollinato” dalla Ragioneria del Dlgs sul riordino dei contratti, spunta una clausola di salvaguardia per assicurare la copertura economica nel caso ci fosse un’ondata di trasformazioni di collaborazioni in contratti a tempo indeterminato e il plafond a disposizione non fosse sufficiente. La legge di stabilità ha messo a disposizione 1,886 miliardi nel 2015 per sostenere la decontribuzione dei contatti a tempo indeterminato stipulati a partire da gennaio, stimando che si potessero trasformare 37mila collaborazioni. Con il nuovo Dlgs, si sono calcolate circa 20mila trasformazioni aggiuntive, con una retribuzione media di 15mila euro, e la “dote” è stata incrementata di 16 milioni nel 2015 (52 milioni nel 2016, 40 milioni nel 2017 e 28 milioni nel 2018).

jobs act
La tabella dei conti sul Jobs Act pubblicata dalla UIL

Ora imprese ed autonomi rischiano quindi un aumento della contribuzione a sorpresa durante l’anno:

Queste risorse aggiuntive, con ogni probabilità, non sono state ritenute sufficienti dalla Ragioneria, considerando che secondo stime del governo i collaboratori monocommittenti con caratteristiche non distanti dalla subordinazione sono circa 370mila. Di qui la richiesta del Mef di introdurre la clausola di salvaguardia (anche se la norma non fissa quale sarà la percentuale dell’eventuale prelievo). La strada del contributo aggiuntivo di solidarietà a favore delle gestioni previdenziali non è una novità assoluta: c’è il precedente dell’edilizia (dove il contributo additivo è fissato al 15%).

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