Attualità

Il conflitto d’interessi del MoVimento 5 Stelle

di maio salvini lega m5s

Nella passata legislatura il MoVimento 5 Stelle aveva presentato una proposta di legge sul conflitto d’interessi. La prima firma era quella di Fabiana Dadone, ma la proposta era stata sottoscritta anche da altri big pentastellati come l’attuale presidente della Camera Roberto Fico, il questore anziano Riccardo Fraccaro e il neo capogruppo al Senato Danilo Toninelli. La disciplina proposta dal Movimento 5 Stelle era rigida. Chiunque aveva partecipazioni superiori al 5 per cento del capitale di una società doveva stare alla larga dai palazzi della politica, a meno che non avesse mollato la propria attività 300 giorni prima delle elezioni. Nella lista nera figuravano anche i direttori e i vice direttori di testate giornalistiche nazionali. La parte divertente della vicenda, spiega oggi Salvatore Dama su Libero, è che con quella legge molti parlamentari grillini non avrebbero potuto essere eletti:

Che fine ha fatto quella proposta di legge? Congiunta (e annacquata) in un testo base, è stata approvata alla Camera per poi far perdere le tracce di sé al Senato. E menomale. Perché allora altro che Berlusconi ineleggibile, il quale manco si è candidato.

Sarebbe stato circa il 20 per cento dei parlamentari grillini a essere in conflitto di interessi. Il dato emerge dalle schede di Openpolis. Secondo il sito il 19,5% dei portavoce del Movimento 5 Stelle ha incarichi societari, mentre il 20,23% ha partecipazioni societarie. In particolare viene messo in rilievo
il caso di Michele Gubitosa, eletto ad Avellino e socio di 4 aziende e con 8 diversi incarichi.

Non avrebbe avuto conflitti, invece, Emilio Carelli, al momento della candidatura il giornalista aveva già mollato da un bel po’ la direzione di SkyTg24.

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Il sondaggio di Pagnoncelli sul Corriere della Sera, 28 aprile 2018

Insomma, la legge grillina avrebbe messo in difficoltà molti parlamentari grillini. Chissà se Di Maio quando l’ha rilanciata nei giorni scorsi per fare arrabbiare Berlusconi se ne è accorto.

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