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Il Comune di Roma paga il Capodanno perché non trova gli sponsor

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Il Capodanno a Roma ai tempi della Giunta Raggi somiglia più a una Via Crucis. Il Comune di Roma ha comunicato che ha deciso che quest’anno pagherà la kermesse perché non è riuscito a trovare uno sponsor: l’esborso sarà di un milione e mezzo di euro. Nel 2016 il vincitore del bando si era tirato indietro in polemica con il Comune e alla fine era stato organizzato al Circo Massimo, mentre nel 2017 venne aggiudicato un bando triennale a due operatori revocato quest’anno perché non sono riusciti a trovare lo sponsor. Spiega Repubblica Roma:

A spiegare cosa è successo è Luca Bergamo, assessore alla cultura del Campidoglio: «Quest’anno gli operatori hanno avuto difficoltà a raccogliere le sponsorizzazioni. Ce lo hanno comunicato a ottobre e, dopo aver dato loro del tempo, ci siamo assunti direttamente la responsabilità dell’evento». Nonostante il bando triennale aggiudicato nel 2017 da due srl, la “Osservatorio” e la “Immagina”, dunque, nessuno sponsor si è detto disponibile a coprire i costi del tradizionale concertone al Circo Massimo.

Un anno fa, i due operatori erano riusciti a raggranellare circa mezzo milione di euro, utili a coprire solo in parte i costi dell’evento che ebbe il suo clou nell’esibizione degli acrobati de “La Fura dels Baus” e di Tosca. Quest’anno, invece, niente. A pesare sulla ricerca degli sponsor, ipotizzano in Campidoglio, potrebbe essere stato il clima di incertezza che a ottobre ha vissuto la giunta Raggi, “sospesa” in attesa del pronunciamento del giudice nel processo che vedeva la sindaca imputata per falso. La sentenza che l’ha scagionata (evitandole le dimissioni che lo statuto M5S le avrebbe imposto) è arrivata soltanto il 10 novembre. Troppo tardi, a quel punto, perché il Campidoglio nel frattempo aveva deciso di revocare il bando e riprendere sotto il suo controllo la gestione logistica e artistica del Capodanno.

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Con due effetti: il primo è che per l’organizzazione della festa il Comune di Roma dovrà sborsare di tasca propria un milione e mezzo di euro, circa 600 mila euro in più rispetto a un anno fa, quando i soldi spesi furono 900 mila, tutti per gli eventi della giornata del primo gennaio.

Il secondo effetto è che per l’anno prossimo si valuterà se rifare un nuovo bando o “internalizzare” l’organizzazione come avverrà per quest’anno. «Siamo in grado di produrre in autonomia un evento culturale di questa portata», afferma l’assessore Bergamo che sottolinea anche come «grazie a una serie di economie di scala, il Campidoglio è in grado di abbattere i costi di un appuntamento organizzato al Circo Massimo».

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