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Il commovente addio al tennis di Roger Federer in lacrime e mano nella mano con Nadal | VIDEO

@neXt quotidiano|

Due uomini che piangono senza ritegno, uno di fianco all’altro, tenendosi stretta la mano. Non esiste oggi un’immagine così bella, dirompente, rivoluzionaria come quella che ci hanno regalato ieri sera a Londra queste due leggende del tennis e dello sport in senso assoluto: Roger Federer e Rafael Nadal. La ragione è persino pleonastico specificarla: l’addio del “most ichonic athlete”, come Rafa Nadal ha definito ieri l’amico e rivale Roger Federer. Perché questo è stato Federer negli ultimi 20 anni, il perfetto punto di incontro tra la perfezione estetica e il risultato sportivo. Non il più vincente di sempre (chiuderà dietro Djokovic e lo stesso Nadal) ma il più bello, il più amato. In una parola, il tennis.

Il commovente addio al tennis di Roger Federer in lacrime e mano nella mano con Nadal | VIDEO

La sconfitta al super tie-break del loro ultimo doppio insieme, alla Laver Cup, il torneo di esibizione che lo stesso Federer ha creato, non è che un numero del tutto marginale nell’ultima notte su un campo da tennis di Roger Federer, in mezzo a quel fiume umano di rosso e di blu che non riuscivano a nascondere le lacrime dei 15.000 della O2 Arena e di ogni singolo protagonista che ha avuto la fortuna di assistere dal vivo e dal campo all’ultima danza di King Roger. Tra loro, anche il nostro Matteo Berrettini, tra i più attivi, durante tutto l’incontro, a spingere, consigliare e incoraggiare le due leggende all’opera.

Ieri a Londra, in quelle lacrime torrenziali e inconsolabili, si è chiusa un’era. Dentro c’erano gli ultimi vent’anni della loro vita e una delle più grandi rivalità sportive e amicizie indissolubili (senza alcuna contraddizione in termini) che lo sport a ogni livello e di ogni epoca abbia mai prodotto. Come due vecchi amici che si ritrovano per dirsi addio (anche se sarà solo un arrivederci). Si è ritirato Federer, ma sembra quasi che lo abbiano fatto insieme, e forse non manca ancora molto perché ciò avvenga davvero, complice il dolore al piede di Rafa che si fa ogni giorno più intenso e meno tollerabile.  Passeranno altre generazioni, arriveranno altri campioni (alcuni sono già arrivati, su tutti Alcaraz e Sinner), ma di sicuro non esisterà nulla di paragonabile a quello che hanno rappresentato per il tennis e per lo sport Roger e Rafa negli ultimi vent’anni. Non nei prossimi cento anni. Bisogna solo essere grati di averli visti all’opera dentro e fuori dal campo, di essere stati loro contemporanei.