Economia

Il 730 precompilato e i rischi per i rimborsi

730 precompilato

I rimborsi sono a rischio nel 730 precompilato. Spiega oggi Antonio Castro su Libero che c’è un problema piuttosto palese nei rimborsi. Ogni anno gli italiani spendono (in spese deducibili/detraibili) oltre 52 miliardi. Circa dieci dovrebbero tornare come rimborso l’anno successivo. Ma la dichiarazione dei redditi precompilata omette un piccolo dettaglio:

Quest’anno la precompilata sarà una “semi-precompilata”. Ad esempio non compariranno – tra le voci deducibili e detraibili – gli scontrini della farmacia. Certo il contribuente ha, e mantiene, la facoltà di integrare la dichiarazione precompilata, ma modificandola verrà a decadere lo “scudo” garantito dalla Entrate in caso di errore.
Oggi i contribuenti hanno la facoltà, quando acquistano i farmaci, di dare al farmacista il proprio codice fiscale. E con lo scontrino “parlante” si può (l’anno successivo) portare in detrazione il 19% delle spese sostenute. Se si spendono in un anno 1.000 euro in aspirine, antibiotici e pilloleper la pressione, l’anno successivo si ottengono dal“sostituto d’imposta”, 190 euro di rimborso fiscale.

730 precompilato rimborsi 300 euro
L’infografica di Libero su 730 precompilato e rimborsi

Ed è qui che si nasconde la fregatura del dettaglio:

Quest’anno 129 euro è la franchigia fissata per legge. Insomma, solo superata questa soglia minima si ha diritto al rimborso. Però, se prima era automatico presentare al Centro di assistenza fiscale (Caf) o al commercialista la bustina con tutti gli scontrini nella speranza di recuperare qualcosa delle tasse pagate in più, quest’anno l’operazione diventa un po’ meno conveniente. Perché? Perché se per recuperare 100 euro di tasse già pagate,s i deve mantenere un archivio di tutte le spese sostenute, pagare la quota annuale al Caf (in media 50/70 euro a pratica),o la parcella del commercialista (circa 100 euro), scompare evidentemente la convenienza del trambusto. Di più: l’Agenzia delle Entrate assegna ai contribuenti che accettano la dichiarazione dei redditi precompilata ma senza modifiche, una sorta di immunità in caso di eventuali errori od omesse comunicazioni. Certo la convenienza di pretendere il rimborso fiscale della maggiore tassazione già sostenuta, aumenta proporzionalmente alle spese.
E se è vero che l’Agenzia comprende nella precompilata molte di quelle maggiori, tante altre ne restano fuori quest’anno. Quali? Si tratta di spese spesso ricorrenti: le spese per l’istruzione, gli asili nido, i contributi previdenziali per colf e badanti, le donazioni (erogazioni liberali) alle società ed associazioni sportive dilettantistiche e di promozione sociale, quelle a favore delle Onlus,le donazioni per attività culturali, artistiche e dello spettacolo, le spese veterinarie, quelle sanitarie, i canoni di locazione per gli studenti fuori sede e i compensi per le agenzie immobiliari.Pochi spiccioli? Considerando che ci sono 41 milioni di contribuenti, se già solo 20 milioni (quelli interessati quest’anno dalla precompilata sperimentale), non porteranno in detrazione/deduzione una media di 200/300 euro a testa, si può intuire la massa di miliardi che lo Stato potrebbe non rifondere al contribuenti. Insomma, risparmiare.

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