Opinioni

Iacopo Melio: il disabile insultato sulla pagina di Matteo Salvini

L’ideatore della campagna #vorreiprendereiltreno, Iacopo Melio, disabile di 22 anni di Cerreto Guidi, che ha promosso un’azione per migliorare le condizioni dei disabili quando devono prendere il trasporto pubblico (sua l’idea di ‘single per colpa del bus’), è finito al centro di una polemica dopo aver commentato su Facebook un post del leader della Lega Matteo Salvini relativo agli attentati di Instanbul. “Facciamo uscire dall’Italia i delinquenti, ma anche i socialmente inutili, tipo i politici che anziché lavorare passano le ore sui social a fare terrorismo psicologico”, ha scritto tra l’altro Iacopo Melio. Poi riferendosi a Salvini ha aggiunto: “Lei continua a fare sciacallaggio su certi tristi avvenimenti, frutto della pazzia umana che può riguardare tutti indistintamente e non per forza derivanti dalla religione o dall’immigrazione, pur di fare campagna elettorale”. Melio è stato insultato pesantemente su web da persone che difendono Salvini definendolo “uno con le palle”. Questi alcuni degli attacchi: “Il signore doveva paralizzarti le mani e non le gambe”, “Trovati un lavoro anche se sei storpio”, “Io spero che questo Iacopo Melio muoia”.
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Alcuni dei commenti con insulti pubblicati pubblicati da Iacopo Melio sulla sua pagina Facebook:
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– “Matteo Salvini prenda le distanze dagli insulti con cui i suoi supporters hanno bersagliato Iacopo Melio, attivista di #Voglioprendereiltreno, criticato su Facebook solo perchè disabile”. A chiederlo sono le deputate del PD Chiara Gribaudo, vicecapogruppo a Montecitorio, e Laura Coccia. “Ci domandiamo – proseguono le deputate – se, invece che dietro una tastiera si fossero trovati di fronte alla carrozzina di Iacopo, molti di quelli che hanno scritto frasi come ‘spero che muoia’ o ‘Il signore doveva paralizzarti le mani e non le gambe’ avrebbero avuto la stessa sfrontatezza. Quasi sempre, invece, la crudeltà si accompagna con la codardia. Fatti come questo, in ogni caso, non devono mai essere sottovalutati o lasciati correre. Chi ricopre importanti incarichi pubblici dovrebbe dare l’esempio, non restare in silenzio”.