Opinioni

I vescovi non assolvono Berlusconi

Avvenire contro Berlusconi. Il giornale dei vescovi interviene sul caso Ruby, dopo la sentenza della Cassazione. «C’è molto da riflettere su come è stato imbastito il processo e sulle sue conseguenze ma l’esito penale favorevole a Berlusconi non cancella il rilievo istituzionale e morale del caso», scrive il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. «Quest’assoluzione dell’ex-Cavaliere fa riflettere sulle modalità con cui è stato imbastito un processo accompagnato da grandi clamori (anche internazionali) e che ha avuto conseguenze serissime. Ma anche solo per il fatto che un simile processo sia stato possibile, è evidente che un’assoluzione con le motivazioni sinora conosciute non coincide con un diploma di benemerenza politica e di approvazione morale».

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Dino Boffo, ex direttore di Avvenire

 
 
Tarquinio scrive tutto ciò nella rubrica della posta, rispondendo ai lettori a proposito del caso Ruby. «L’ho pensato e scritto all’indomani della sentenza d’appello, continuo a pensarlo -aggiunge il direttore del quotidiano dei Vescovi– e torno a scriverlo oggi dopo la parola finale detta dai giudici di Piazza Cavour». Tarquinio richiama il «dovere sancito dall’articolo 54 della Costituzione repubblicana di ‘adempiere con disciplina e onore’ a ogni pubblico ufficio e tanto più al massimo ruolo di governo». Una curiosità: proprio una risposta a una lettrice contenuta nella rubrica della posta e dello stesso tenore rispetto a quella di Tarquinio era costata a Dino Boffo la campagna di Vittorio Feltri e del Giornale poi conosciuta come “metodo Boffo”.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano