Economia

I tagli alla sanità regione per regione

Il decreto legge sugli Enti Locali è diventato legge dello Stato dopo il doppio passaggio alla Camera e al Senato; 2,3 miliardi è la quota di tagli alla sanità che il decreto contiene, risultato di un’intesa con la conferenza delle regioni dei mesi scorsi. Racconta il Corriere:

Furono i governatori a decidere che una lauta fetta dei 4 miliardi richiesti nel patto di Stabilità sarebbero stati presi da quella tasca. I risparmi sono incentrati soprattutto sull’appropriatezza. Significa prescrizione di esami diagnostici non eccessivi rispetto alla patologia che si vuole accertare. L’esempio più calzante è la risonanza magnetica nucleare per il dolore alla schiena. Una linea aggressiva che mette al riparo i medici da eventuali contenziosi con i pazienti. Si chiama medicina difensiva e costa al servizio sanitario miliardi. Col nuovo sistema ci saranno più controlli, gli autori di una ricetta non chiara ne daranno ragione col rischio di risponderne in termini pecuniari.
«È l’inizio di un percorso — ha spiegato la ministra Beatrice Lorenzin dopo un incontro con i sindacati medici —. Il secondo passo sarà una legge sulla medicina difensiva che prende avvio da un dossier consegnato alla commissione Affari sociali della Camera». Sono 180 le prestazioni a rischio di abuso su circa 1.700 presenti nella lista dei rimborsi. Test genetici, odontoiatria, allergologia, tac, risonanza magnetica ad arti e colonna con mezzi di contrasto. Altri risparmi previsti dal ritocco di prezzi di farmaci e dispositivi medici. Capitolo spending review: il ministro ha chiarito che «tutto è ancora da studiare, non useremo l’accetta, niente tagli lineari, il principio è l’abbattimento degli sprechi. I risparmi saranno reinvestiti in sanità».

Il Corriere della Sera riepiloga in una tabella i tagli alla sanità regione per regione:

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I tagli alla sanità regione per regione (Corriere della Sera, 5 agosto 2015)