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I soldi di Putin per Marine Le Pen

Una serie di sms di un responsabile del Cremlino rubati e resi pubblici da un gruppo di hacker imbarazzano Marine Le Pen. La presidente del Front National è menzionata in una serie di messaggi scambiati dalla figura istituzionale con un altro uomo, la cui identità è celata, perché si chiede al FN di prendere posizione a proposito dell’annessione della Crimea alla Russia, e quando questo avviene, nel marzo del 2014, la Le Pen viene «ringraziata» con un prestito di undici milioni di euro per l’attività politica del Front. Un prestito evidentemente aggiuntivo rispetto a quello di nove milioni di euro che la Le Pen era stata costretta a confermare nel novembre scorso.
 
I SOLDI DI PUTIN PER MARINE LE PEN
All’epoca il Front National ricevette subito una prima tranche pari a due milioni di euro su un totale dei nove ottenuti in prestito dalla First Czech Russian Bank, un piccolo istituto russo di proprietà di Roman Yakubovich Popov, uomo vicino al premier Medvedev e al presidente Putin. Il tesoriere del Front National, Wallerand de Saint-Just, aveva confermato la notizia diffusa anche all’epoca dal giornale online Mediapart : «Il prestito è frutto di un lavoro tecnico che ho compiuto negli ultimi quattro mesi, perché si tratta di persone molto minuziose. È un’operazione perfettamente normale e regolare. Avrei preferito una banca francese, o anche una europea per una questione di vicinanza e di lingua, ma nessuna è più disposta a darci un centesimo». A suo dire il prestito era necessario perché le banche francesi non sono più disposte a finanziare campagne elettorali dopo il caso di Nicolas Sarkozy, che ha visto i suoi conti del 2012 bocciati dal Consiglio costituzionale e ha dovuto rinunciare a 11 milioni di rimborsi pubblici. Il Front National all’epoca aveva dichiarato di avere bisogno di 40 milioni di euro da qui al 2017 per affrontare gli appuntamenti elettorali come quello che l’ha visto di recente sconfitto alle amministrative da Sarkozy.
 
QUESTI PRESTITI A COSA SERVONO?
Datati marzo 2014, gli sms evocano contatti tra Mosca e il Front National per ottenere una presa di posizione ufficiale del Fronte a favore dell’annessione della Crimea alla Russia, facendo anche riferimento a discussioni finanziarie, in particolare, sul modo in cui Le Pen deve essere “ringraziata” per il suo sostegno al potere russo di Vladimir Putin. “Nei mesi successivi – prosegue Mediapart – la presidente del Fn e il padre hanno ottenuto prestiti russi per 11 milioni di euro per la loro attività politica”. Nella fase di gelo diplomatico seguita alle crisi in Siria e Ucraina, le relazioni economiche tra Francia e Russia sono continuate tramite, per esempio, il patron di Total, Christophe de Margerie, contrario alle sanzioni, morto in un incidente aereo a fine ottobre proprio a Mosca. Ma la politica ufficiale di Parigi è molto critica nei confronti di Putin. E ammettere di prendere soldi da un paese estero non è certo il massimo del patriottismo per un partito che sventola il tricolore.