Economia

I nuovi sacrifici che la Ue chiederà a Renzi

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Tempo di nuovi sacrifici. O meglio: tempo di richieste di nuovi sacrifici. Quelle che stanno per arrivare all’Italia dall’Unione Europea, che, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, parlerà per bocca di Jean Claude Juncker a Matteo Renzi durante il G20. Il premier avrà oggi un colloquio con il presidente della Commissione, e l’argomento di partenza dovrebbe essere il piano di grandi investimenti che la Commissione ha promesso:

Discuteranno del piano che il primo deve presentare entro la fine dell’anno. E anche delle richieste che sta facendo l’Italia alla Ue: 40 miliardi di euro di finanziamenti, ciò che Padoan ha messo nero su bianco due giorni fa, si traducono in un «piano strategico di investimenti», così lo chiama il premier,di circa 70/80 miliardi in tre anni, grazie ai meccanismi delle leve finanziarie e al coinvolgimento dei privati.

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Ma c’è un’incognita, e riguarda i conti pubblici italiani. Per i quali si parla di nuova correzione richiesta dopo quella di Padoan che ha ricevuto il visto di Katainen:

Se invece venisse toccato l’argomento di un’ulteriore correzione dei conti pubblici, in questo caso Renzi sarebbe fermo nel respingere qualsiasi novità: «Potremmo anche togliere il nostro consenso a Juncker se non arriveranno gli investimenti richiesti», dicevano ieri nel suo staff, cambiando discorso. «Gli investimenti che chiediamo saranno il calcio di inizio della ripresa economica», ha detto Renzi, a margine degli incontri. Concetti che insieme a Hollande e Cameron ripeterà oggi nell’incontro che tutti i leader della Ue presenti, insieme a Juncker, avranno con Obama.

Anche in questo caso ieri Renzi è stato più che esplicito, citando le parole sia del presidente americano che del premier inglese, contrari ad ulteriori dosi di austerity, «hanno detto espressamente che l’Europa deve cambiare strategia». Ma questo non vuol dire che la partita sia chiusa, anzi. Anche perché nel frattempo la questione della valuta rimane sul tavolo. Ulrich Beck, uno dei più importanti politologi tedeschi, a Repubblica spiega:

L’euro può esplodere, o spaccarsi in due valute?
«Mantenere l’euro è un dogma al quale la Merkel resta fedele. Non credo che vorrà un euro dei soli Stati forti. Cercherà un’Europa a più velocità ma con una valuta unica. Non vuole escludere Spagna e Italia. Ma si chiede quanto restino pro euro gli altri governi europei, anche a sud».