Economia

I punti dello scontro tra Italia e UE

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Ilva, banche, conti pubblici, dazi sulla Cina, immigrazione. Il Corriere della Sera pubblica oggi questa infografica in cui ricapitola i cinque principali fronti tra Roma e Bruxelles, sui quali si giocano i rapporti tra l’esecutivo e la Commissione Ue. Sull’llva, gruppo siderurgico che il governo sta cercando di salvare, proprio oggi la Commissione dovrebbe decidere se aprire la procedura d’infrazione per aiuti di Stato a causa degli 800 milioni di euro previsti dalla legge di Stabilità. Anche sulla questione della bad bank (200 miliardi di euro di crediti in «sofferenza» nei bilanci delle banche italiane) Bruxelles non ha ancora detto sì alle proposte di Roma perché configurerebbero un aiuto di Stato. Braccio di ferro pure sui dazi sulla Cina, che i Paesi del Nord Europa vorrebbero eliminare mentre l’Italia si oppone temendo conseguenze sull’export. Incertezza, invece, sui conti pubblici. Solo in primavera il governo saprà se c’è l’ok della Commissione sulla legge di Stabilità finanziata con un aumento del deficit pari a un punto di Pil. Infine, non c’è accordo sul capitolo migranti. L’Italia respinge la procedura d’infrazione per la mancata registrazione dei profughi e non ha ancora dato il via libera ai 3 miliardi che la commissione vuole dare alla Turchia.

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I fronti aperti tra Italia e UE (Corriere della Sera, 19 dicembre 2015)