Economia

I nomi rivelati della commissione Junker

Euractiv, giornale on line che si occupa di politica europea, ha pubblicato poche ore fa quello che potrebbe essere l’organigramma della commissione Junker, che verrà ufficialmente presentata domani. La notizia più interessante è che, secondo questo documento, il finlandese Jyrki Katainen sarebbe stato scelto agli Affari Economici e Monetari al posto di Pierre Moscovici, che era il candidato della Francia. Katainen è un falco, e quindi non è difficile dedurre che, se l’organigramma si rivelasse autentico, la nomina del finlandese costituirebbe una vittoria di Angela Merkel. Secondo Euractiv la scelta è frutto di un “accordo” tra Francia e Germania a Pierre Moscovici verrebbe attribuita la competenza della politica della concorrenza, mentre gli affari economici andrebbero al finlandese Jyrki Katainen. Ma secondo altre fonti di Bruxelles non sarebbe questo l’assetto definitivo. Anche il blog Brussels del Financial Times riporta le medesime indiscrezioni.
 
COMMISSIONE JUNKER: IL FALCO
Segnala Euractiv che il documento in sé è pieno di sorprese: il portfolio del mercato interno, tenuto da Michel Barnier, è scomparso; L’Agenda Digitale, che oggi è appannaggio di Neelie Kroes, è rimpiazzata da una vicepresidenza “per internet e la cultura”. Altre vicepresidenze, come quella per una migliore regolamentazione dei mercati e per l’unione energetica, sono nate più o meno dal nulla, così come un portafoglio per la crescita e per l’unione monetaria, per il semestre europeo e per il dialogo. In tutto ci sono sei vicepresidenze. In termini di bilanciamento politico, l’Alde non è sottorappresentata visto che ha sei dicasteri, vicepresidenze incluse. Nella nuova commissione il centrodestra ha dodici dicasteri, comprese le due vicepresidenze, i socialisti otto (con due vicepresidenze). Questo è l’organigramma completo della commissione, secondo Euractiv:

Luxembourg – Jean-Claude Juncker – President (EPP)
Poland – Elżbieta Bieńkowska – Vice President, Budget & Financial Control (EPP)
Estonia- Andrus Ansip – Vice President, Growth, EMU, European Semester, Social dialog (ALDE)
Latvia – Valdis Dombrovkis – Vice President, Energy Union (EPP)
Slovenia – Alenka Bratušek, Vice President, Digital & Innovation (ALDE)
The Netherlands – Frans Timmermans – Vice President, Better Regulation (S&D)
Italy – Federica Mogherini – Vice President, High Representative for Foreign Affairs and Security Policy
Sweden – Cecilia Malmström – Justice and Anti-Fraud (ALDE)
Hungary – Tibor Navracsics – Customs (EPP)
Greece – Dimitris Avramopoulos – Migration, Rights, Home Affairs (EPP)
Croatia – Neven Mimica – Regional Policy (S&D)
Bulgaria – Kristalina Georgieva – Taxation, Fight against Fraud (EPP)
Ireland – Phil Hogan – Agriculture (EPP)
Malta – Carmenu Vela – Fisheries (S&D)
Germany – Günther Oettinger – Trade (EPP)
France – Pierre Moscovici – Competition (S&D)
Finland – Jyrki Katainen – Economic and Monetary Affairs (EPP)
Denmark – Margrethe Vetager – Environment (ALDE)
Portugal – Carlos Moedas – Employment and Social Affairs (EPP)
UK – Jonathan Hill – Energy and Climate Change (ECR)
Spain – Miguel Arias Cañete – Research and Innovation – (EPP)
Czech Republic- Věra Jourová – Transport and Space – (ALDE)
Cyprus – Christos Stylianides – Internet and Culture (EPP)
Romania – Corina Creţu – Humanitarian Aid (S&D)
Belgium – Marianne Thyssen (?) – Skills, Youth and Multilingualism (EPP)
Slovakia – Maroš Šefčovič – Development (S&D)
Austria – Johannes Hahn – Neighbourhood (EPP)
Lithuania – Vytenis Andriukaitis – Health and Food Safety (S&D)

In mattinata l’Ansa scriveva che con l’ufficializzazione odierna delle candidature della romena Corina Cretu e della belga Marianne Thyssen sarebbero state in tutto nove le donne destinate a far parte della prossima Commissione europea, secondo quanto dichiarato da Natasha Bertaud, portavoce di Bruxelles. Sarebbe stata così raggiunta la quota rosa minima – equivalente a quella dell’esecutivo uscente – ritenuta indispensabile dalle principali forze politiche europee che siedono in Parlamento affinché la Commissione Juncker possa ottenere il via libera di Strasburgo.

junker commissione europea
L’infografica sull’organigramma della commissione europea rivelato da Euractiv

 
CHI HA VINTO E CHI HA PERSO

Ma Regno Unito e Francia hanno poco da ridere. David Cameron ha ottenuto che la vicepresidenza per la regolamentazione dei mercati fosse assegnata all’Olanda: ma per quanto riguarda l’energia e i cambiamenti climatici le competenze andranno a Valdis Dombrovskis. Ma la grande sconfitta è la Francia. Parigi aveva chiesto gli Affari Economici e si ritrova con la Concorrenza. Una delusione non soltanto per quanto riguarda l’album delle figurine: se le indiscrezioni saranno confermate, sarà molto difficile superare la linea del rigore imposta a Bruxelles dalla Germania e dai paesi del Nord. L’organigramma della commissione europea secondo Euractiv in questa infografica tratta dal sito:

Un’altra ipotesi che è circolata in queste ore riguardo l’organigramma è quella invece riportata da Lettera43:

L’idea è quella di dare a sette ‘super vicepresidenti’ il coordinamento dei portafogli affidati ai singoli commissari. E secondo quanto spiegato dall’entourage del lussemburghese, il portafoglio degli Affari economici affidato a Moscovici potrebbe essere ‘gestito’ dal ‘rigorista’ finlandese del Ppe Jyrki Katainen. Una supervisione che si dovrebbe estendere anche ad altri portafogli economici di peso come la Concorrenza, l’Industria e il Mercato unico. Scelta che fa storcere il naso ai socialisti preoccupati per una possibile perdita del potere decisionale da parte del candidato transalpino, costretto a subordinarsi con il finlandese, e a occuparsi alla fine solo della crescita. La prospettiva di un Moscovici commissario semplice agli Affari economici coordinato da Katainen piace invece ai popolari. E soprattutto spiega il placet da parte di Berlino verso il francese. Fintanto che un sostenitore della linea dura di bilancio, come Katainen, è nominato vicepresidente della Commissione, ha osservato il Der Spiegel, Angela Merkel non ha nulla da temere. Berlino aveva infatti espresso il proprio scetticismo nell’affidare il difficile ruolo a un Paese come la Francia dove si violano le norme europee sul deficit. Soprattutto considerando che il ministro delle Finanze di Parigi degli ultimi due anni (dal 2012 al 2014) è stato proprio Moscovici.