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I bagarini delle mascherine che (non) servono per il Coronavirus

mascherina coronavirus wuhan

Le mascherine non servono a fermare l’eventuale contagio del Coronavirus 2019-nCov. L’impiego non professionale della mascherina non rientra tra le raccomandazioni dell’Oms e del ministero della Salute italiano che ha pubblicato le regole per la migliore protezione dai virus respiratori sul sito www.ministerosalute.it e risponde ai cittadini che chiamano il numero verde 1500.  Altre precauzioni sono invece considerate prioritarie e fra queste la corretta pulizia delle mani. Eppure a Roma, racconta oggi il Messaggero, è nato lo strano fenomeno dei bagarini delle mascherine:

Due euro per gli italiani, 10 per gli stranieri: è il costo per una mascherina antismog senza confezione, sporca, presa chissà dove e soprattutto di nessuna utilità contro il virus cinese. Ciondolano dalle mani degli ambulanti che cercano di convincere su via Giolitti che si tratta di un acquisto «che salva la vita, indispensabile». Insomma, guai a non averlo. Lui, accento napoletano, compra scatole da 10 pezzi a 10 euro, poi rivende le mascherine in strada per «proteggere dal virus». Quasi un “benefattore”, un volontario insomma.

Trovare gli spacciatori di mascherine non è complicato e sono i “colleghi” del Bangladesh a offrire informazioni. La spartizione del territorio della macchina criminale che domina la stazione più grande d’Europa sembra essere chiara: all’uscita di via Marsala ad assediare fastidiosamente i viaggiatori ci sono scattanti nugoli di cittadini del Bangladesh pronti a rifilare ombrelli e mantelline contro la pioggia. Gli stessi che si trovano davanti a tutti i monumenti del Centro, con una grande capacità di adattamento alle esigenze delle città e alle mode: dagli ombrelli quando piove, ai selfie stick, fino all’acqua gelata d’estate che costa 5 euro a bottiglietta.

mascherina coronavirus wuhan

«Gli ambulanti a Roma sono circa 8 mila, il mercato della merce illegale vale 5-6 milioni di euro l’anno, 2,3 milioni è il valore dei prodotti contraffatti» denuncia Valter Giammaria, presidente di Confesercenti Roma. Il mercato nero delle mascherine per ora è sfuggito al mondo sommerso degli abusivi dell’Asia, perché dietro l’apparente compattezza del business dell’illegalità ci sono sfumature che vanno colte.  Sull’affare coronavirus sono planati come avvoltoi gli italiani,mentre gli stranieri devono stare alla larga, reclutati solo per qualche giorno, spinti a rischiare di più, provando a vendere la merce addirittura dentro la stazione a 10 euro al pezzo.

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